Si accende il confronto politico sulla chiusura del Posto di Teleconduzione di Terni, struttura strategica gestita da Enel e punto di riferimento per la gestione idroelettrica del bacino Tevere-Nera. L’audizione tenutasi ieri in Commissione Attività produttive della Camera ha messo nero su bianco le posizioni in campo, con il deputato umbro e portavoce di Forza Italia Raffaele Nevi che ha difeso la riorganizzazione in atto, giudicando infondate le polemiche delle opposizioni.
“Alcuni esponenti dell’opposizione hanno ancora una volta strumentalizzato temi importanti come il lavoro e la sicurezza per i propri scopi elettorali e di consenso”, ha affermato Nevi, sottolineando come Enel abbia fornito “ampie rassicurazioni sul suo impegno per il territorio”, ribadendo che la riorganizzazione “non avrà alcun impatto sull’occupazione”.
Secondo il deputato, la collaborazione tra istituzioni e imprese ha già prodotto risultati tangibili: “È anche grazie al nostro approccio costruttivo che Enel sta investendo tuttora alcuni milioni di euro per le centrali umbre e per le attività delle officine idroelettriche di Terni”. Nevi ha poi ricordato che l’azienda gestisce 18 impianti idroelettrici e cinque grandi dighe, confermando l’importanza della sua presenza in Umbria.
Ma le parole del parlamentare non sono piaciute all’assessore regionale Thomas De Luca, che ha risposto con durezza accusando Nevi di legittimare la chiusura di un presidio strategico. “Mentre tutte le istituzioni umbre si sono mobilitate per difendere il territorio e le sue risorse, le dichiarazioni di Nevi suonano come la sentenza definitiva”, ha dichiarato.
Per De Luca, la chiusura del Posto di Teleconduzione di Villa Valle rappresenta “un fatto grave”, in quanto “non è una semplice sede amministrativa, ma un centro nevralgico che ha il compito di monitorare sette grandi dighe e circa cinquanta opere idrauliche minori”. Secondo l’assessore, la sua soppressione mette a rischio la sicurezza idraulica, ambientale ed energetica dell’intera Umbria, aggravando la vulnerabilità del territorio in un contesto di crescente instabilità climatica.
“Il Governo toglie un altro pezzo fondamentale a Terni e all’Umbria”, ha attaccato De Luca, accusando Nevi di dimenticare “il valore strategico del presidio che viene smantellato”. E ha aggiunto: “Affermare che Enel stia investendo milioni di euro non può coprire la responsabilità di lasciare che un asset cruciale venga meno”.
Critiche anche al tono delle rassicurazioni espresse: “Accettare supinamente la chiusura del Punto di Teleconduzione è tutt’altro che responsabile”, ha sottolineato De Luca, definendo l’atteggiamento del Governo “un atto che depaupera il nostro territorio”.