Caso Bandecchi-Gaza: FdI annuncia non partecipazione al consiglio. E scatta petizione per le dimissioni

Si preannuncia una una seduta caldissima il 29 Settembre a Palazzo Spada. Diserteranno anche Fabrizi e Masselli. In rete tam tam per le dimissioni, mozione di sfiducia del M5S

Si preannuncia un consiglio comunale caldissimo quello convocato per domani mattina alle 9.30 a Palazzo Spada. Dopo le dichiarazioni forti del sindaco Bandecchi si Gaza, più nei termini che nelle posizioni, già note da tempo, si preannuncia una forte ondata di protesta. Sono di stasera le forti parole di condanna del Pld Umbria che si uniscono a quelle bipartisan dei giorni scorsi e alla mozione presentata dai pentastellati a San Gemini per chiederne le dimissioni da presidente della Provincia.

Ora arriva anche l’annuncio che alla seduta di domattina non prenderanno parte i tre consiglieri di Fdi (Pastura, Cecconi e Proietti) e i due fuoriusciti ora al misto (Masselli e Fabrizi). Lo dicono con una nota a firma del capogruppo meloniano Roberto Pastura.

“Siamo davanti a un punto di rottura che supera qualunque dialettica istituzionale – sottolineano da FdI – qualunque confronto tra visioni diverse, qualunque opinione sull’attualità internazionale. Ci troviamo di fronte a un baratro etico, culturale e umano. Le ultime parole pronunciate e scritte dal Sindaco di Terni non sono più politica. Sono un’ostentazione mediatica indegna, un tentativo di trasformare le istituzioni in un palcoscenico personale, piegato a logiche di puro showbiz e questo non possiamo più accettarlo.

In un momento storico in cui tutti sembrano diventati esperti di geopolitica, ci teniamo a chiarire: questa non è una posizione né pro-Palestina né pro Israele. È semplicemente una difesa della dignità umana, prima ancora che politica.

Associare il termine “trombare”, già di per sé osceno, alle bambine palestinesi, come ha fatto il Sindaco nel suo post pubblico, è un viaggio senza ritorno, un abisso verbale che ci impone di prendere le distanze in modo netto e irrevocabile. Quelle parole, che ci vergogniamo perfino a ripetere, hanno superato ogni limite di decenza, di umanità e di rispetto”, sottolineano ancora.

FdI poi si concentra sull’incompatiibilità di queste parole con i ruoli istituzionali ricoperti dal sindaco che – scrivono da FdI – “è tenuto a svolgere tali funzioni con “disciplina e onore” come recita la nostra Costituzione”.  FdI sottolinea poi la recidività del sindaco: “non possiamo abituarci o considerare normale tutto ciò. Come cittadini ternani e come consiglieri comunali non ci possiamo rassegnare. Riteniamo quindi inaccettabile assistere a un Consiglio Comunale nel quale il Sindaco, presumibilmente senza chiedere scusa, tenterà ancora una volta di legittimare ciò che ha scritto. Se per essere attenzionati bisogna necessariamente dare il peggio di sé, purché se ne parli allora noi, ternani eletti dai cittadini, dichiariamo pubblicamente che non intendiamo seguire questa deriva.

Lunedì lasciamo il palco al Sindaco, alla sua Giunta, al suo Consiglio, ma sia chiaro: non arretriamo di un millimetro, non indietreggiamo rispetto alla nostra capacità propositiva. Siamo e resteremo sempre quelli che non hanno alcun timore di questionare, confrontarsi e battagliare su ogni aspetto amministrativo e politico. Con altrettanta fermezza diciamo che non intendiamo scendere agli inferi dell’indegno, dove il dibattito viene sostituito dal disprezzo e la responsabilità istituzionale dal protagonismo volgare.”Noi restiamo cittadini tra i cittadini e non saremo parte di questa deriva”.

Anche Roberta Trippini, ex Ap e capogruppo del Misto contesta le parole del sindaco. “Le parole pronunciate, intrise di un linguaggio disumano e offensivo, di fronte a una realtà che ci raggiunge ogni giorno attraverso immagini strazianti e crudeli, mi hanno provocato un profondo senso di disagio e incredulità. Le parole pronunciate, intrise di un linguaggio disumano e offensivo, di fronte a una realtà che ci raggiunge ogni giorno attraverso immagini strazianti e crudeli, mi hanno provocato un profondo senso di disagio e incredulità”

Rifondazione Comunista ha già annunciato un sit in a Palazzo Spada, al quale si accoderà probabilmente anche Medicina Democratica ma il tam tam ha già fatto il giro della rete e non è escluso che domani monti una forte protesta. Intanto, sta già girando una petizione per chiedere le sue dimissioni. Chissà che domani qualcuno non bussi alla porta del Prefetto.

Sicuramente, una manifestazione sotto la Prfettura è annunciata per il 4 ottobre. L’hanno annunciata sui social la segretaria comunale di Sinistra Italia Valentina Persichetti e il consigliere comunale del Pd Michele Di Girolamo Chiamate a raccolte tutte le forze progressiste della città per “dire basta a questi toni e questa rappresentazione della città di Terni

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