Nel distretto giudiziario di Terni si fa sempre più pressante l’emergenza legata ai reati di violenza di genere e domestica, con un incremento che, secondo i dati della Procura della Repubblica di Perugia, ha sfiorato il raddoppio negli ultimi due anni. Un quadro allarmante, reso ancora più complesso da una serie di fattori aggravanti che rendono difficile la prevenzione e la tutela delle vittime. A dirlo, Sergio Sottani, nella sua relazione preparatoria all’inaugurazione dell’anno giudiziario
“Il dato più allarmante riguarda l’incremento dei reati di violenza di genere e domestica, quasi raddoppiati negli ultimi due anni”, si legge nella relazione della Procura. A preoccupare non è solo l’aumento numerico, ma la gravità delle condotte, spesso influenzate da “condizioni di dipendenza, disagio psichico, marginalità sociale e, in alcuni casi, da convinzioni culturali o religiose incompatibili con l’ordinamento costituzionale”.
Il contesto nel quale si inseriscono questi fenomeni è quello di un territorio che, storicamente industriale, oggi è segnato da processi di deindustrializzazione e precarizzazione, con ricadute tangibili sulla coesione sociale e sull’emersione di nuove vulnerabilità. Un tessuto economico e sociale in difficoltà che, secondo la Procura, alimenta fenomeni criminali in rapida evoluzione, tra cui infiltrazioni mafiose, reati ambientali e contro la pubblica amministrazione.
Il distretto ternano si trova dunque ad affrontare sfide complesse, con una domanda crescente di giustizia e tutela che si scontra con la scarsità di risorse e con un carico di lavoro in costante aumento. A questo si aggiunge un’altra area di criticità, ovvero i reati legati alla sicurezza stradale, in particolare la guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti, che continua a rappresentare una quota significativa dei procedimenti aperti.
Di fronte a questi dati, le istituzioni giudiziarie locali chiedono maggiore attenzione e risorse per contrastare fenomeni criminali sempre più articolati, soprattutto in ambito familiare e sociale. L’appello è chiaro: servono strumenti adeguati per proteggere le vittime di violenza, ma anche per intervenire preventivamente in contesti fragili dove disagio, solitudine e dipendenze creano terreno fertile per comportamenti devianti.