“Il settore giovanile è fondamentale e serve un ambiente sano: io ho avuto la fortuna di trovarlo all’Almas Roma che all’epoca era una società importante di serie C – ha spiegato Giannini – Sono stato per un anno lì, facendo i giovanissimi regionali e quindi ho trovato persone giuste, al momento giusto, che mi hanno fatto migliorare, che mi hanno fatto capire alcune cose, crescere nelle altre, e dopo un anno sono stato preso”Parlando con i cronisti ha spiegato la sua visione: “I bambini, ragazzi di oggi bono riuscire a staccare l’ombelico che c’è tra loro e i genitori.I genitori sono un pericolo, perchè sepsso vanno oltre quello che sono i comportamenti, diciamo, giusti di educazione, di rispetto dei ruoli. A volte i ruoli non vengono rispettati, il genitore si sente allenatore, a volte si sente presidente, a volte si sente insomma critico e questo devono essere bravi anche gli stessi ragazzi a) riuscire un po’ a viverle queste cose con un pochino di distacco e soprattutto (3:33) quando si entra qui dentro, dove siamo adesso, i ragazzi debbono solamente ascoltare gli istruttori, gli allenatori.
E ancora: “Sono uno di quelli che pensa che il talento c’è, che i giocatori ci sono, che i ragazzi giovani italiani bravi ci sono in circolazione, vanno inseriti con un po’ di coraggio, quello che a volte manca soprattutto nelle categorie serie D o Eccellenza, vedere magari qualche buon giocatore giovane soltanto sugli esterni non è una cosa carina. Se uno è bravo deve giocare anche in mezzo al campo o attaccante o difensore centrale, questo perché ormai in quelle categorie cercano solamente giocatori sugli esterni per non rischiare molto. Inoltre penso che a livello di istruttori dobbiamo migliorare. Soprattutto nelle società dilettantistiche il livello dovrebbe essere leggermente più alto, dovrebbe essere leggermente più curato da parte di tutti noi e da parte della federazione, perché da lì poi si nasce, si cresce e si sale poi nelle altre categorie



