La denuncia: “Cacciata dalla Usl perchè chiedevo i sensori per la glicemia”

Riceviamo da una lettrice: "Cacciata in malo modo, l'infermiera mi ha detto che era sola e quello era lavoro in più non necessario". La conferma: "Personale sotto organico, può accadere"

Riceviamo e pubblichiamo da Simona Masiero, una lettrice che – anche attraverso il figlio- segnala un disservizio di cui ha pagato le spese presso la Unità di Diabetologia della Usl Umbria 2.

La donna soffre di diabete e, secondo quanto anticipato dal figlio Tommaso Lausi, non ha ricevuto – e come lei altre tre persone – non si è vista consegnare i sensori cutanei usati dai diabetici per monitorare h24 il livello di glucosio, senza usare le punture. “Un rifiuto avvenuto senza motivo: non si capisce il motivo di questo atteggiamento menefreghista della dottoressa presente. Ha detto che non poteva perdere tempo, ma bastano due minuti. Anche il direttore interpellato dai presenti ha dato ragione alla sua infermiera senza motivare il perché. Il servizio pubblico non dovrebbe trattare così i pazienti che si recano presso le strutture sanitarie.

Questo il racconto dettagliato della donna interpellata da Terni Tomorrow: “Sono diabetica e devo andare a ritirare una volta ogni tre mesi alla Asl in via Bramante i sensori per misurare la glicemia. Ho ricevuto la telefonata dell’infermiera che mi ha detto: se vieni da domani, puoi averli a qualsiasi orari. Mi reco sul posto venerdì mattina, siamo già almeno 6 persone in fila per ritrarli.C’era una sol infermiera, ci ha detto di aspettare. Lo abbiamo fatti e dopo un po’ è tornata fuori, urlandoci di andarcene, che non ce li avrebbe dati, perchè era da sola e non poteva fare un lavoro in più. Sono andata dal direttore sanitario in via Bramante e mi ha confermato che con il personale sotto organico può succedere e non è obbligata a darli”.
Poi precisa: “Non sono dei presidi senza i quali non si vive, questo è vero. Invece di pungerci il dito, utilizziamo questo sensore per controllare la glicemia.  Ne possiamo fare  a meno, ma  non è una buona occasione per trattarci male in quella maniera. Ha molto lavoro? Non è una giustificazione. Io lavoro in un ristorante: se viene un cliente alle undici e mezza lo faccio mangiare, non lo mando via…”
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