“Oltre la salute: la sanità è vita” è il tema dell’incontro ospitato presso il PalaSì ed organizzato da Io sono una persona per Bene, presieduta da Sauro Pellerucci, founder di PagineSì.
A 48 ore dal movimentato consiglio comunale allargato sul tema dell’ospedale, politica, associazioni e cittadini si sono ritrovati ancora sul tema ma in un clima più disteso: “L’evento era già previsto – precisa Marco Sciarrini, che ha coordinato l’evento – ma è chiaro che dall’incontro in BCT sono venuti nuovi spunti”
Anche perchè l’incontro parlava non tanto e non solo di ospedale, ma di sanità e cure in generale: “La sanità pubblica è centrale – spiega Pellerucci – perchè chi va a curarsi non può e non deve essere solo un paziente, un numero. La salute va integrata con lo stile di vita, ma deve essere efficiente, sopratutto rispetto ai servizi che dobbiamo offire ai cittadini. Terni è sempre stato un ospedale con tante eccellenze professionali: dobbiamo lavorare perchè restino. Si è detto anche in BCT che il territorio dell’Umbria Sud è stato fra quelli più penalizzati per gli investimenti in sanità: bisogna invertire questo trend o rischiamo di non essere più attrattivi, per esempio nei confronti dell’alto Lazio. L’Umbria è di tutti, non ci sono umbri di serie B. Bisogna quindi ragionare su cosa serve al territorio. Personalmente, ritengo anche che un ospedale come quello di Terni abbia necessità di un collegamento diretto con l’Università per diventare più attrattivo. Questo potrebbe avvenire attraverso quello Irrcs, il centro di ricerca che in Umbria manca”.
Tanti gli interventi. Semplici cittadini, realtà che da tempo si battono per la tutela dell’ospedale, come il comitato per la tutela del nosocomio. Ma anche politici. Michele Rossi (Terni Civica) ricorda che “Scegliere dove e come realizzare un ospedale significa disegnare un’idea di salute pubblica. Non dobbiamo confondere la comodità degli automobilisti, con il diritto alla salute. Un ospedale lontano dal centro non è funzionale, inutile pensarlo all’imbocco della superstrada, non sarebbe funzionale. L’ospedale è un presidio, non un outlet”. E sottolinea: “Non serve una nuova struttura, che costa e impatta a livello di consumo del suolo: va ripensato e rigenerato quello che c’è in maniera da renderlo attrattivo”. Poi la bacchettata alla regione: “Non saper decidere su dove farlo è già una decisione, a scapito del territorio”.
La professoressa Cristina Montesi ha incentrato il discorso sulla necessità di un etica della cura da preservare e quindi su un progetto che metta al centro il cittadino, con le sue esigenze; mentre Marco Celestino Cecconi (FdI) ha rilanciato un tema dimenticato: “Si sta perdendo la medicina di base, almeno come la concepivamo un tempo. Va rilanciata, anche attraverso lo strumento delle case della salute che sono un filtro prima dell’eventuale ricovero in ospedale. Poi bisogna rimettere mano al piano sanitario, secondo le esigenze e nel caso razionalizzando le strutture”.
Laura Pernazza ha rilanciato il tema dell’integrazione fra ospedali: “Non c’è concorrenza: se pensate che il Pronto Soccorso di Narni-Amelia ha zero accessi e quello di Terni è sovraffollato, ecco che questo significa che bisogna fare rete, anche con l’ospedale di Orvieto”. E annuncia una interrogazione in regione sullo stato antisismico dell’ospedale di Terni, dopo le dichiarazioni di Bandecchi in merito. A seguire Riccardo Brugnetta, oggi a capo del Forum sanità del Pd ma ex direttore sanitario dell’ospedale: “Serve un nuovo ospedale perchè il vecchio è andato in obsolescenza a partire dal Covid. Ci stavamo lavorando, allora. Poi è arrivata l’emergenza e ovviamente si è fatto altro. Siamo la sola struttura non rinnovata, nell’Umbria. Con 500 milioni si fa nuovo e si sistema il vecchio, perchè tutto intero a Colle Obito non si può fare”. Concetti ribaditi anche da Saverio Lamanna, medico ed altro componente del forum dem.
Gianfranco Colasanti, dell’Unmil aggiunge: “Ci sono reparti che non sono più funzionali, ma non possiamo più mettere soltanto ‘pecette’: occorre un intervento. Mancano bagni al piano terra, manca l’aria condizionata…”. Federico Di Bartolo, del comitato per la salvaguardia dell’ospedale: “I maggiori ospedali, simili al nostro hanno subito processi di ampiamento e riqualificazione con fondi Articolo 20, fondi statali non restituibili, questa è la strada per essere proprietari dell’immobile e non indebitarsi”. Francesco Neri, di Forza Italia: “Gli investimenti sulla sanità vanno accompagnati da borse di specializzazione per medici formati presso l’Università di Perugia, ma nella facoltà con sede a Terni. Vanno ampliate, non bastano quelle che ci sono”.
Francesco Andreani, ordine degli architetti di Terni risposta il mirino su “l’ospedale invisibile, cioè la sanità, le prestazioni, tutto quello che di fatto costituisce la cura. Rendere la struttura vivibile per chi è costretto a starci: il giardino, un parcheggio, l’atrio, e l’ingresso, che è il biglietto da visita. E ovviamente, la sostenibilità”









