L’autovelox (già tutor) della discordia: non è omologato, annullate 15 multe

Accolto il ricorso di una residente: il caso arriva in Consiglio comunale. In arrivo nuovi ricorsi e polemiche

Un nuovo e significativo sviluppo investe la vicenda delle sanzioni elevate dall’autovelox installato lungo la statale 209 Valnerina, nei pressi di Papigno, nel comune di Terni. Nei giorni scorsi, il Giudice di Pace di Terni ha accolto un ricorso presentato da una residente di Collestatte, annullando circa quindici multe per eccesso di velocità perché il dispositivo, pur autorizzato, non risulta omologato.

Il ricorso, presentato dall’avvocato Antonella Dello Stritto, che assiste anche altri residenti sanzionati, si è basato su un punto giuridico chiave già sancito dalla Corte di Cassazione: la mancanza di omologazione di un autovelox è motivo sufficiente per invalidare le sanzioni amministrative, anche se lo stesso apparecchio è autorizzato dal Ministero.

La questione si complica con un’evidente disparità di esiti: mentre alcuni automobilisti hanno visto accolti i ricorsi dal giudice, altri – che hanno impugnato le multe davanti alla Prefettura di Terni – si sono visti respingere le istanze. La discrepanza nasce dalla doppia interpretazione tra la giurisprudenza ordinaria, più rigorosa nel distinguere tra autorizzazione e omologazione, e le circolari ministeriali, che tendono invece ad ammettere la validità dei dispositivi autorizzati anche in assenza del secondo requisito.

“Non sapevo che l’ex tutor fosse stato convertito in autovelox. Ho preso diverse multe, alcune già pagate, altre impugnate. In un caso ho fatto ricorso alla prefettura, ma me lo hanno respinto”, ha dichiarato uno degli automobilisti coinvolti, testimoniando la confusione e il malcontento tra i residenti.

La vicenda non resta solo tra le aule giudiziarie: approda ora in Consiglio comunale, grazie a un’interrogazione presentata dai consiglieri del Partito Democratico. I rappresentanti del Pd chiedono al sindaco se corrisponda al vero la mancanza di omologazione del dispositivo di Papigno, quali siano le responsabilità dell’Amministrazione in merito e se vi sia l’intenzione di proporre appello contro le sentenze di annullamento.

Altri interrogativi riguardano l’eventualità di una sospensione del funzionamento dell’autovelox e l’ammontare complessivo delle spese sostenute per le notifiche, comprese quelle relative ai verbali già emessi e, in molti casi, già pagati dai cittadini.

Un autovelox (ex tutor) al centro delle polemiche

Il rilevatore di velocità, inizialmente installato come tutor per il controllo della velocità media, è stato successivamente convertito in autovelox fisso, operazione che ha acceso da subito un vivace dibattito cittadino. Le sanzioni si sono moltiplicate in pochi mesi, generando decine di ricorsi e segnalazioni da parte di residenti e pendolari, soprattutto nelle frazioni di Collestatte e Papigno, zone particolarmente colpite.

Secondo le informazioni raccolte, altri ricorsi sono già pendenti, e l’orientamento giurisprudenziale adottato dal Giudice di Pace di Terni potrebbe spianare la strada a ulteriori annullamenti, con conseguenze significative anche sul piano amministrativo ed economico.

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5 mesi fa

Intanto hanno incassato una svagonata di soldi dei cittadini mentre tutte le multe dovrebbero essere annullate. Avete pagato per le lucine di Natale…

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