La Corte di conti lo ribadisce: La Regione dell’Umbria dispone di 14,2 milioni di euro, da risorse vincolate alla sanità. Per questo, la giunta Proietti riveda la sua posizione e ritiri la sua manovra fiscale. Il centrodestra, opposizione in Consiglio regionale, torna alla carica contro lo strumento varato dalla giunta regionale. Presa di posizione congiunta da parte dei consiglieri Donatella Tesei e Enrico Melasecche (Lega Umbria); Eleonora Pace, Paola Agabiti e Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia); Laura Pernazza e Andrea Romizi (Forza Italia); Nilo Arcudi (Umbria Civica).
TESORETTO. I consiglieri, in una nota, mettono in evidenza proprio i 14,2 milioni di risorse. “Sono frutto – spiegano – della gestione prudente e trasparente della passata amministrazione di centrodestra e civici. Una somma che deriva dall’accantonamento istituito nel 2023 dalla giunta Tesei dopo i rilievi della magistratura contabile in merito ai trasferimenti dal Fondo sanitario regionale all’Arpa Umbria, effettuati sulla base di una norma regionale risalente al 1998 e mai contestata fino ad allora“. Una sorta di tesoretto della quale oggi la presidente Stefania Proietti può beneficiare. “Chiediamo – scrivono i consiglieri di opposizione – il ritiro immediato della manovra, che si conferma ancora più inutile, e che, a partire dal prossimo gennaio, rischia di mettere in ginocchio famiglie e imprese umbre. I conti lasciati dalla passata amministrazione erano solidi e in ordine, e la prudenza di allora permette oggi alla giunta Proietti di disporre di un bilancio più forte. La sinistra ora mostri un briciolo di onestà intellettuale e rispetto nei confronti dei cittadini umbri e faccia un passo indietro, evitando un salasso fiscale immotivato da oltre 180 milioni di euro“.