A Terni ci sono più pensionati che lavoratori attivi. È questo il dato che emerge dal nuovo studio elaborato dall’ufficio studi della Cgia di Mestre, che analizza il rapporto tra pensioni erogate e stipendi corrisposti in Italia. Nel dettaglio, la provincia di Terni registra 104.412 pensioni a fronte di 89.730 stipendi, per un saldo negativo di 14.682. Un risultato che colloca il territorio in fondo alla classifica nazionale, tra le province con il peggior rapporto tra lavoratori attivi e lavoratori a riposo.
La classifica – che tiene conto di pensioni di vecchiaia, assistenziali, ai superstiti, di invalidità e indennitarie – mostra come Terni si posizioni all’87° posto su 108 province, facendo meglio solo di alcune realtà del Mezzogiorno, come Vibo Valentia, Barletta, Napoli, Cosenza, Reggio Calabria e Lecce, oltre a tre province sarde: Oristano, Nuoro e Sud Sardegna.
Situazione leggermente migliore ma comunque critica per Perugia, che con 296.876 pensioni e 283.327 stipendi si colloca in posizione 83, con un saldo negativo di 13.608. Complessivamente, l’Umbria risulta tra le regioni più in difficoltà, al terzultimo posto per domande di sostituzione (44.800 richieste, di cui 20.100 nel settore privato). Nel rapporto tra stipendi e pensioni, la regione è quindicesima su venti, con 401.288 occupati e 373.057 pensioni, pari a un saldo negativo di 28.231.
A livello nazionale, le province che mostrano un equilibrio positivo tra lavoratori e pensionati sono Milano, Roma e Brescia, dove la crescita occupazionale e demografica permette di mantenere un bilancio sostenibile tra chi lavora e chi è in pensione.
A Terni, invece, la “rincorsa” dei lavoratori verso i pensionati appare sempre più difficile, anche a causa di un indice di vecchiaia tra i più alti d’Italia. Se la media nazionale è di 183 anziani ogni 100 giovani (fascia 0-14 anni), nella provincia ternana il valore sale a 248, segnando un progressivo invecchiamento della popolazione.
Un altro indicatore critico è l’indice di carico, che misura il peso della popolazione non attiva su quella in età lavorativa: a Terni ogni 100 residenti tra i 15 e 64 anni ci sono 72,4 persone appartenenti alle classi 0-14 e over 65, un dato che evidenzia la pressione crescente sul sistema economico e sociale.
L’analisi della Cgia di Mestre mette così in luce una fragilità strutturale del mercato del lavoro umbro e, in particolare, ternano: un territorio con una base produttiva ridotta, una popolazione anziana in aumento e una forza lavoro che non riesce a compensare il numero crescente di pensioni erogate.