Da commercio e imprenditoria un’idea di rigenerazione urbana

Se ne parla a Terni, in Bct, in una due giorni organizzata da Confcommercio

Dal rilancio dell’imprenditoria e dell’iniziativa privata alla necessità di arginare il fenomeno di negozi ed esercizi che chiudono. Con questi due temi, è cominciata la due giorni alla Biblioteca comunale di Terni dell’evento ‘Imprese futuro Umbria‘, organizzato dalla Confcomercio e dedicato alle imprese di Terni e della regione, per fare il punto sulla situazione nel territorio. L’evento si è aperto con la prima giornata, alla presenza del sindaco Stefano Bandecchi, della prefetta Antonietta Orlando e del responsabile provinciale dell’associazione di categoria Stefano Lupi. Lavori aperti dal vicepresidente regionale di Confcommercio Simone Fittuccia e caratterizzati anche dalla presenza di Manuel Torresan, di Confcommercio nazionale. Conclusione affidata all’assessore regionale allo sviluppo economico Francesco De Rebotti.

L’ANALISI. Presenti molti esercenti e imprenditori in platea, nella sala Farini della Bct, ai quali il sindaco Bandecchi ha detto: “Voi siete i generali dell’economia. Come quelli che costituivano gli imperi con le guerre e con le conquiste. I grandi imperatori della storia erano generali“. Puntualizzazioni anche sul ruolo dello stato: “Deve fissare regole, giustamente. Ma poi deve aiutare gli imprenditori a crescere, non deve ostacolarli. Chi crea ricchezza in una città, in un territorio, va ringraziato in quanto crea benessere. E le associazioni imprenditoriali sono la salvezza del Paese e del tessuto economico“. Stefano Lupi ha rilanciato il ruolo dell’imprenditoria, ma ha anche ribadito il grido di allarme per le attività che mollano. “Fra il 2012 e il 2024 – ha detto – a Terni c’è stato un calo delle attività commerciali al dettaglio con sede fissa da 1.333 a 1.068, pari al 20%. Nel solo centro storico cittadino, nel 2024 hanno cessato 180 imprese e tutt’ora le cessazioni continuano a superare le nuove aperture“. Parlando delle aziende locali e dei negozi, Lupi ha detto che “l’economia di prossimità è una dimensione sociale, capace di unire luoghi e persone. Ogni singola bottega è un punto di incontro e di relazione sociale. Quando una insegna si spegne, si indebolisce un pezzo di comunità“. Elencando anche alcune delle cause che contribuiscono alla flessione. “La concorrenza dell’E Commerce, l’eccesso di superfici commerciali di grandi dimensioni, il calo de potere di acquisto delle famiglie, l’inverno demografico, il cambio radicale dei consumi, l‘insufficiente preparazione di alcuni operatori, ma anche la mancanza per troppo tempo di una visione strategica unitaria. Il risultato è un circolo vizioso: meno negozi, meno persone, più degrado“. Da qui, la necessità di lanciare una nuova idea di città e una nuova idea di economia, proprio per il rilancio delle attività imprenditoriali e per tornare a incoraggiare gli investimenti e le iniziative private. Da qui, l’idea di rigenerazione urbana.

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