Le Zes, cioè Zone a economia speciale, vanno estese omogeneamente a tutto il territorio della regione. Una posizione condivisa da diversi soggetti e anche dal presidente dell’Anci dell’Umbria, Federico Gori. Il massimo esponente regionale del’associazione dei comuni, infatti, ricorda che l’Umbria è una regione fragile, segnata negli anni da diverse difficoltà e che la morfologia complessa, la rete di piccoli comuni inseriti quasi interamente nelle aree interne, gli effetti ancora presenti dei terremoti e le eredità della crisi economica, compongono un quadro che richiede scelte chiare e condivise. È in questo contesto che si inserisce la posizione di Anci Umbria sul percorso avviato dalla presidente della Regione, Stefania Proietti. “Come presidente di Anci Umbria – dichiara Gori – sento di condividere pienamente questo orientamento. Una Zes limitata o disomogenea rischierebbe infatti di alimentare divisioni e di accentuare le disparità già esistenti. L’Umbria non ha bisogno di nuove fratture, ha bisogno, oggi più che mai, di un’occasione concreta per rimettere in moto la leva economica, sostenere l’occupazione e rendere i territori nuovamente attrattivi e vivibili“.
PARI OPPORTUNITA’. Federico Gori considera l’estensione omogenea delle Zes come un’esigenza concreta. “Attualmente – ricorda – soltanto 37 Comuni su 92, pari a circa 405mila abitanti, rientrano nelle aree ammissibili al credito d’imposta Zes ed erano stati individuati dalla Regione nel 2021“. Terni, tra l’altro, ne soffre particolarmente, con l’inclusione dei soli comuni del capoluogo, di Narni e di San Gemini, tanto che anche in Provincia si auspica una suddivisione più equa. Gori sostiene che ne derivi un quadro in cui alcune imprese possono accedere agli incentivi e altre no, anche se queste sono su territori confinanti. “Questa situazione – dice – potrebbe generare sperequazioni significative, con ricadute dirette sulla competitività e sulla capacità di attrarre investimenti“. Estendere omogeneamente le Zes garantirebbe invece pari opportunità all’intero tessuto produttivo. Anche alla luce delle normative legate alle agevolazioni alle imprese e delle risorse destinate a Umbria e Marche che dal 2026 al 2028 rientreranno nel plafond nazionale insieme al sud e all’Abruzzo con stanziamenti pari a 2,3 miliardi nel 2026, 1 miliardo nel 2027 e 700 milioni nel 2028. “La sfida che ci attende è importante – conclude Gori – e per questo Anci Umbria intende mettersi pienamente a disposizione affinché il percorso immaginato dalla presidente Proietti possa giungere al compimento auspicato: una Zes che copra tutto il territorio regionale, offrendo una prospettiva di crescita omogenea, equa e capace di generare ricadute reali per cittadini, imprese e amministrazioni locali“