In tutta l’Umbria, compresa Terni, stanno crollando le domande e le offerte per le case in affitto. Sempre meno gli alloggi disponibili, sempre meno gli annunci per le locazioni. Complice anche il prezzo dei canoni alti e in molti casi anche in crescita. Situazione già notata prima della pandemia Covid, ma dopo la quale si è ulteriormente accentuata. I numeri forniti dalla Borsa immobiliare dell’Umbria e riferiti dalla Camera di commercio umbra sono lampanti. Riguardano il secondo trimestre dell’anno 2025. In tutta le regione, da aprile a giugno, ci sono stati appena 714 annunci di locazione di immobili, alla media di 8 per ogni comune.
Nella provincia di Terni, gli appartamenti sfitti e potenzialmente affittabili sono 92, mentre gli annunci pubblicati per canoni di locazione sono scesi a 67. Un quadro al quale vengono date diverse spiegazioni da parte di più soggetti. Mauro Cavadenti, agente immobiliare accreditato da Borsa immobiliare dell’Umbria, parla di “un dato che mostra un mercato incapace di rispondere alle esigenze delle famiglie e dei lavoratori“. Parla di mercato bloccato, in cui a pagarne il prezzo sono soprattutto giovani coppie, studenti, lavoratori fuori sede e famiglie con redditi medio-bassi. Un altro agente immobiliare accreditato, Raffaele Nardi, solleva la questione degli affitti brevi: “I proprietari che scelgono di affidarsi a un professionista per la gestione dei contratti a breve termine lo fanno principalmente per due motivi: la libertà di avere il bene sempre disponibile, senza vincoli di lunga durata, e la complessità crescente della burocrazia. Le normative cambiano continuamente e molti preferiscono pagare un servizio professionale per evitare stress e rischi“. Giuseppina Balducci, responsabile della Confederazione piccoli proprietari immobiliari, aggiunge: “Molti temono problemi di natura economica con gli inquilini e soprattutto la difficoltà nel riavere la disponibilità dell’immobile in caso di necessità. Anche la gestione ordinaria dell’abitazione, che per legge spetterebbe al conduttore, viene spesso scaricata sul locatore: dalla prova fumi alla rottura di un flessibile del bagno fino al blocco della caldaia. Chi ha una seconda casa spesso preferisce non affittare affatto, oppure sceglie il mercato degli affitti brevi, percepito come più flessibile e meno rischioso“.