el corso di una lunga intervista dedicata al bilancio del suo primo anno di amministrazione, la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, è tornata sul tema del progetto stadio-clinica della Ternana, affrontando uno dei dossier più rilevanti per la città di Terni. L’intervento è avvenuto durante il programma televisivo “In Umbria”, condotto dal direttore di Umbria TV Giacomo Marinelli Andreoli, che ha chiesto alla presidente di chiarire lo stato dell’iter e la posizione della Regione sulla vicenda.
Nelle prime battute, Proietti ha ricordato le competenze regionali in materia sanitaria, spiegando che alla Regione spetta «programmare i posti letto in acuzie o in residenze protette o servite». Ha inoltre evidenziato come, nel periodo in cui la conferenza dei servizi decisoria si era riunita – novembre 2022 – «al tempo non sussisteva alcuna programmazione», sottolineando quindi l’assenza di un quadro aggiornato entro cui inquadrare la proposta della Ternana Calcio per la realizzazione della clinica privata annessa allo stadio.
Proietti ha ricostruito poi i passaggi successivi, spiegando che «la programmazione sorge più tardi e per mezzo della giunta Tesei». Un elemento che, a suo giudizio, non può essere ignorato nella valutazione tecnica e amministrativa dell’iter. In questo contesto, la presidente ha chiarito che l’attuale esecutivo regionale non intende procedere “per contrapposizione” rispetto ai provvedimenti ereditati, ma adottare «riflessioni ponderate» che tengano insieme il percorso istituzionale, la sostenibilità progettuale e l’interesse del territorio ternano.
Sollecitata su come possa concludersi l’intera vicenda, Proietti ha ribadito la necessità di una convergenza tra enti: «Nella corretta collaborazione istituzionale», ha spiegato, va collocata qualsiasi futura decisione. Un passaggio che riguarda anche il rapporto con il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, al quale la Regione ha rivolto un invito preciso: «Quando al sindaco Bandecchi diciamo di riportare i provvedimenti nell’alveo della correttezza e legittimità, diciamo di non fare determine o meglio far fare, o non far ritirare determine dirigenziali che istituirebbero procedimenti non corretti».
La presidente ha sottolineato che scelte amministrative non in linea con la normativa rischierebbero di compromettere l’intera operazione, affermando che «ne avrebbe un danno sia lo stadio che la clinica». Da qui l’appello a seguire un percorso chiaro, solido e rispettoso delle procedure, per evitare che eventuali irregolarità possano provocare futuri stop in sede tecnica o giurisdizionale.
Secondo Proietti, è interesse della Regione che Terni possa disporre di strutture moderne e progetti capaci di generare sviluppo, ma ciò deve avvenire all’interno di un quadro amministrativo inattaccabile. «La nostra amministrazione vuole il meglio per Terni», ha ribadito, richiamando la necessità che ogni atto sia costruito in modo da non incorrere in criticità in fasi successive dell’iter autorizzativo.
L’intervista si inserisce in un momento cruciale per il progetto, al centro del dibattito cittadino e istituzionale. Con il richiamo alla collaborazione tra enti, la presidente Proietti ha indicato la strada che la Regione ritiene indispensabile per far procedere l’operazione stadio-clinica senza ulteriori ostacoli, chiedendo al Comune di Terni un approccio condiviso, trasparente e conforme ai passaggi tecnici richiesti dalle norme vigenti.
Ha veramente rotto il caxxo