Il sindaco di Terni Stefano Bandecchi è stato rinviato a giudizio. Accolta dal magistrato l’istanza avanzata dalla Procura della Repubblica per la bagarre in Consiglio comunale avvenuta nell‘estate 2023, poco tempo dopo la sua elezione a sindaco, quando ebbe un alterco fuori dai denti nel corso di una seduta del Civico consesso con l’opposizione di centro destra. In quell’occasione, dopo essersi rivolto in maniera a dir poco colorita verso il consigliere Orlando Masselli si era alzato dal suo scranno per avvicinarsi a quello di Marco Celestino Cecconi. La conseguenza fu un momento di tensione nel quale si temette pure un’aggressione fisica. Il sindaco, tra l’altro, si era anche rivolto in maniera secca nei confronti degli agenti della Polizia locale che intervennero per riportare a calma. Bandecchi era stato denunciato per minaccia a corpo politico, violenza, oltraggio, minaccia e resistenza pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio.
SEDUTA MOVIMENTATA. Nella mattinata del 3 dicembre il sindaco di Terni è comparso in tribunale di fronte al giudice. Prima di entrare aevva rilasciato delle dichiarazioni nelle quali palesava fiducia. “Mi aspetto – aveva detto – che non ci saranno processi. Non mi aspetto certo un rinvio a giudizio“. Invece, proprio quello è arrivato. Confermato dallo stesso primo cittadino una volta uscito dal tribunale: “Sono stato rinviato a giudizio. Il 22 gennaio 2026 ci sarà l’udienza“. Poi, la battuta nei confronti del sistema giudiziario: “Quello che penso della giustizia, lo sapete. Ne ho una conferma“. I fatti contestati a Stefano Bandecchi si riferiscono per l’esattezza al 28 agosto 2023, nel corso di una seduta che è sfociata in toni esasperati. Prima di avvicinarsi in maniera veemente allo scranno di Cecconi, si era rivolto a Masselli al quale disse: “La smetta di ridere o le cadranno tutti i denti”. Agli agenti della Polizia Locale che cercarono di fermarlo si rivolse in maniera secca: “Voi dipendete da me e vi pago io, lasciatemi stare“. Tra loro c’era anche la comandante Gioconda Sassi. Un comportamento che comportò un’interruzione dei lavori di quella seduta del Consiglio comunale, con alcuni assessori e altri consiglieri comunali a intervenire per cercare di evitare che l’alterco si trasformasse in una rissa. La sospensione durò sui 25 minuti.
Arrivano anche le reazioni dal mondo poltico, sul rinvio a giudizio di Stefano Bandecchi. Arriva una nota di Alleanza verdi e sinistra, la quale commenta la notizia e chiede politicamente la ‘testa’ di Bandecchi. “Terni – dice Avs – non può essere rappresentata da chi scambia l’aula consiliare per un ring, minacciando istituzioni e opposizioni. Per rispetto della città e della sua storia democratica, Bandecchi non può rimanere al suo posto. E’ ormai evidente a tutti che l’amministrazione Bandecchi è stato un esperimento fallito creato per fare più gli interessi del sindaco imprenditore che della città come dimostra il caso Stadio clinica. La nostra risposta, però, non si limita alla denuncia. Guardiamo al futuro. Dopo la vittoria di Perugia e lo storico successo alle Regionali, è evidente che il Patto Avanti è la strada maestra per il buon governo. Il vento del cambiamento ha attraversato l’Umbria e ora spetta a Terni. Stiamo già lavorando per sostituire questa amministrazione. Non possiamo aspettare inerti. Invitiamo tutte le forze progressiste, civiche e i cittadini a unirsi per costruire l’alternativa. Dobbiamo farci trovare pronti, il prima possibile, per restituire a Terni una guida seria, inclusiva e rispettosa delle regole. Il tempo degli show è finito“.