La riorganizzazione di Unicoop Etruria, nata dalla fusione tra Coop Centro Italia e Unicoop Tirreno, sta generando forte preoccupazione in Umbria per le ricadute occupazionali e territoriali. Secondo quanto denunciato dai consiglieri regionali di opposizione, il piano aziendale prevede la chiusura di 10 punti vendita nella regione e la riduzione complessiva di circa 340 dipendenti della rete commerciale, oltre a 180 unità nelle sedi amministrative.
I consiglieri del centrodestra umbro – Donatella Tesei ed Enrico Melasecche della Lega, Eleonora Pace, Matteo Giambartolomei e Paola Agabiti di Fratelli d’Italia, Laura Pernazza e Andrea Romizi di Forza Italia, insieme a Nilo Arcudi di Tp-Uc – hanno lanciato l’allarme attraverso un comunicato congiunto, annunciando la richiesta di convocazione urgente della seconda Commissione Consiliare.
I punti vendita umbri a rischio chiusura
Tra gli esercizi commerciali umbri che rischiano la dismissione figurano Perugia San Sisto, Bastia Umbra, Tavernelle e Cannara. A questi si aggiungono diversi punti vendita della rete Superconti Supermercati: Amelia, Perugia via Settevalli, Todi, Acquasparta e due supermercati a Terni. Le possibili cessioni a terzi interesserebbero complessivamente 24 punti vendita, di cui 6 ex Coop Centro Italia, 6 ex Unicoop Tirreno e 12 della rete Superconti.
La riduzione del personale riguarderebbe anche le due sedi amministrative di Vignale Riotorto e Castiglione del Lago, con un taglio previsto di 180 unità complessive.
Le accuse dell’opposizione alla Regione
L’opposizione regionale contesta duramente l’operato della Giunta regionale e dell’assessore allo sviluppo economico Michele Fioroni (nel comunicato citato come De Rebotti). “Il piano di fusione delle due cooperative era noto già dal dicembre 2024”, affermano i consiglieri, ricordando che nel febbraio 2025 l’assessore aveva rassicurato affermando che si trattava di “un processo di fusione e non di una crisi aziendale” e che erano state ricevute “notizie confortanti”.
Nel luglio 2025 l’Assemblea legislativa aveva approvato all’unanimità una mozione del centrodestra che chiedeva l’istituzione di un tavolo di confronto con la nuova dirigenza di Unicoop Etruria, coinvolgendo le sigle sindacali e i Comuni umbri. “Cosa è stato fatto da quel momento? Oggi la situazione è esplosa e ricade interamente sulle spalle dei lavoratori e delle loro famiglie”, denunciano i consiglieri.
La convocazione urgente della commissione
L’opposizione ha annunciato la richiesta di convocazione urgente presso la II Commissione Consiliare dei vertici di Unicoop Etruria, delle organizzazioni sindacali e dell’assessore regionale allo sviluppo economico, per chiarire i contorni del piano industriale, le prospettive occupazionali e le misure che la Regione intende adottare per scongiurare licenziamenti, cessioni e chiusure.
“Di fronte a un quadro così delicato stupisce e preoccupa l’atteggiamento silente della Regione Umbria che avrebbe dovuto già da un anno seguire la fusione, monitorare gli scenari occupazionali e pretendere chiarezza dall’azienda”, sostengono i rappresentanti del centrodestra.
L’impatto sul territorio
La vicenda rappresenta secondo l’opposizione “un’emergenza sociale, economica e territoriale per l’Umbria sulla quale agire immediatamente”. L’eventuale chiusura dei punti vendita avrebbe infatti un impatto pesantissimo sulle comunità locali, sia in termini di servizi ai cittadini che di occupazione.
Al momento non sono emerse dichiarazioni ufficiali da parte della Regione Umbria né da parte dei vertici di Unicoop Etruria in merito alle accuse mosse dall’opposizione e alle cifre relative ai tagli occupazionali prospettati. La convocazione della commissione consiliare dovrebbe fare chiarezza sulla situazione reale e sulle prospettive per i lavoratori umbri del gruppo cooperativo. Sulla vicenda è invece intervenuto l’assessore comunale ternano allo sviluppo economico Sergio Cardinali, preoccupato per la possibile scomparsa di un marchio storico.