Monta la polemica politica dopo il rinvio a giudizio per il sindaco di Terni Stefano Bandecchi relativamente alla questione della rissa sfiorata in consiglio comunale nell’Agosto 2023, uno dei primi dopo il suo insediamento.
Cresce il fronte di coloro che ne chiedono le dimissioni. Il Partito Democratico si esprime per bocca del capogruppo a Palazzo Spada Pierluigi Spinelli, del segretario comunale Leopoldo Di Girolamo e del neo segretario provinciale Carlo Emanuele Trappolino
“Terni merita istituzioni autorevoli e interpreti all’altezza della sua storia – dicono i dem – e che sappiano esercitare il proprio ruolo con decoro e con rispetto. È per questo che Stefano Bandecchi deve dimettersi. E con lui la sua giunta e la maggioranza che lo sostiene”. Il Pd ricorda la recente manifestazione di piazza contro il sindaco “per difendere la dignità di Terni e dei ternani, offesi e umiliati dal turpiloquio e dalla violenza, fisica e verbale, di un sindaco che interpreta il suo ruolo istituzionale senza disciplina e onore e che calpesta i valori e le forme della convivenza civile e democrazia”.
Ricordando come “il processo non è mai una condanna”, i dem chiedono però comunque un passo indietro: “La nuova eco mediatica che il fatto riserva alla città tradisce la nostra storia e la nostra tradizione. Come è evidente che la città non merita ombre e ombre non si dovrebbero portare quando si ha l’ambizione di dedicarsi alla vita pubblica, tanto più se nelle istituzioni e al servizio della comunità. Per Terni è il tempo di un sussulto di dignità”.
Parole che vanno in scia a quelle del senatore Walter Verini dei giorni scorsi: “Il rinvio a giudizio è una ulteriore conferma politico-istituzionale: Bandecchi non può rimanere a fare il sindaco. Ha reso impossibile la vita democratica del consiglio, ha inquinato volgarmente e pericolosamente il confronto e il dibattito nella comunità ternana, ha introdotto pesanti conflitti di interesse che danneggiano una città di grandi tradizioni civili e democratiche, indebolendola sotto tutti gli aspetti, compreso quello sportivo. Chiediamo nuovamente al ministro Piantedosi di prendere l’iniziativa“. Anche AVS era andata sulla falsariga: “Terni non può essere rappresentata da chi scambia l’aula consiliare per un ring, minacciando istituzioni e opposizioni. Per rispetto della città e della sua storia democratica, Bandecchi non può rimanere al suo posto”:
Batini e Francescangeli a difesa del sindaco
“Il continuo soccorso di Verini al Pd locale – sottolinea il consigliere di Ap Claudio Batini – è la prova che la dirigenza locale è debole ed incapace di fare una vera opposizione a Bandecchi. Il Pd è in fallimento e Verini è il suo curatore fallimentare”. Gli fa eco la presidnente del consiglio comunale Sara Francescangeli: “Scene da far west anche in Parlamento riempiono le cronache e nella Repubblica di Terni si va a giudizio con gli stessi capi d’imputazione del processo stato mafia. Ho la conferma che sulla “bipolarita’/dualità” del PD non mi sono mai sbagliata. Il senatore PD, Verini, infatti, per un semplice rinvio a giudizio chiede immediatamente l’intervento del ministro Piantedosi e la rimozione del sindaco Bandecchi. Mentre i senatori PD, tutti, Verini compreso, già dal novembre 2021, chiedevano la revisione della legge Severino, sull’automatismo della sospensione, in caso di condanna in primo grado. Chi chiede che per una condanna non ci sia sospensione automatica di un amministratore locale e chi chiede addirittura la rimozione di un Sindaco per un semplice rinvio a giudizio. Chiaro, no?”
Cecconi parte civile
Il consigliere di Fdi Marco Celestino Cecconi, uno dei protagonisti della vicenda ha confermato che si costituirà parte civile nel processo, che partirà il prossimo 22 gennaio: “Al di là del processo, chiediamo rispetto per la città ed i cittadini di Terni”.
Se non viene condannato si creerà un gravissimo precedente e verrà ammessa la violenza, l’insulto e le minacce nelle sedi comunali verso pubblici ufficiali.
CHI È CAUSA DEL SUO MALE PIANGA SE STESSO