La lezione di vita di Enrico Galiano: al Secci incontro su genitorialità e dialogo fra generazioni

rande successo al Teatro Secci per l’evento promosso da Terni Città Futura, con l’intervento emozionante dello scrittore e professore Enrico Galiano

Una serata intensa e partecipata ha animato il Teatro Secci di Terni, gremito in ogni ordine di posto per accogliere Enrico Galiano, docente e scrittore capace di toccare corde profonde nel cuore del pubblico. L’incontro, promosso da Terni Città Futura e  supportato dall’assessore alla scuola Viviana Altamura, ha rappresentato un raro momento di riflessione collettiva su temi cruciali come la genitorialità, la fragilità emotiva e il futuro delle nuove generazioni.

L’evento si è tenuto nel pieno del periodo natalizio, e proprio in questo contesto ha assunto il valore simbolico di un dono alla città, come definito dagli organizzatori. L’iniziativa ha dimostrato la vitalità e la sensibilità della comunità ternana, che ha risposto con entusiasmo, riempiendo il teatro e partecipando attivamente alla serata.

Galiano ha saputo trasformare la sua narrazione in un dialogo costante con il pubblico, mantenendo viva l’attenzione e stimolando emozioni e riflessioni. Il suo intervento, lontano dai toni accademici e vicino alla quotidianità vissuta nelle aule scolastiche, ha saputo parlare a giovani, genitori e insegnanti. Le sue parole hanno attraversato esperienze comuni, storie personali e simboli universali.

Uno dei momenti più toccanti è stato il racconto del mito di Icaro, usato da Galiano per ricordare che “occorre costruire ali solide per volare”, un invito a crescere con consapevolezza, evitando scorciatoie. Con la frase “i sogni non sono fatti di subito”, ha poi sottolineato l’importanza della pazienza, della cura e del tempo nei percorsi di realizzazione personale.

Tra gli episodi narrati, ha colpito il pubblico la vicenda della studentessa modello che, di fronte alla sua prima insufficienza, ha vissuto una profonda crisi. Un passaggio che ha offerto lo spunto per riflettere sui rischi della “malattia della perfezione”, e sul valore educativo dell’errore. “A volte – ha suggerito Galiano – la vita insegna di più attraverso i 4 che con i 10.”

Profonda anche la storia di Marco, un ragazzo costretto a indossare i sogni del padre, rinunciando ai propri. Un racconto che ha evidenziato l’importanza di restare fedeli a se stessi, con un messaggio semplice ma potente: “Meglio veri che perfetti”. Una frase che ha riassunto il senso più profondo della serata e che ha riecheggiato tra il pubblico anche dopo la fine dell’evento.

Nel corso dell’intervento non sono mancati riferimenti al mondo scolastico e alle esperienze con i suoi studenti, che Galiano ha raccontato con autenticità e ironia, facendo emergere quanto la scuola sia ancora oggi un luogo fondamentale di crescita umana. Le storie di vita vissuta si sono intrecciate con riflessioni pedagogiche, rendendo ogni aneddoto un’occasione per imparare, ridere o commuoversi.

Il Teatro Secci ha così ospitato una serata che resterà impressa, non solo per la qualità del contenuto, ma per la connessione emotiva che si è creata tra palco e platea. Un evento che ha saputo unire cultura, formazione e umanità, offrendo una visione profonda e autentica dell’educazione e della vita.

La presenza di Enrico Galiano a Terni si è rivelata un’occasione preziosa per la comunità, capace di riaccendere il dialogo intergenerazionale e di riportare al centro la bellezza dell’imperfezione e dell’asc

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