I luoghi possibili, alla fine, non sono tre, ma sono cinque. Tutti individuati dallo studio fatto in Regione di recente e presentati a Terni, alla cittadinanza e alla stampa, nella sala convegni dell’Arpa dell’Umbria, alla presenza della presidente della Regione Stefania Proietti e dell’assessore all sanità Thomas De Luca. Ecco, dunque, i risultati dello studio di fattibilità del nuovo ospedale di Terni, con le aree individuate come potenziali sedi della nuova struttura, da realizzare tutta con fondi pubblici.
Conta pure l’aria pulita
Per ogni area individuata, c’è più di un tipo di progetto, con altrettante simulazioni renderizzate su come e dove potrebbe sorgere il nuovo ospedale cittadino. Prese in esame un’area a Gabelletta, una a Campitello, una dietro alla stazione ferroviaria, una a Maratta e una a Colle Obito accanto all’ospedale attuale. “Soluzione in via di valutazione non preclusa – ha detto riguardo a quest’ultima Tiziano Binini, ingegnere della Binini & partners di Reggio Emilia alla quale è stato commissionato lo studio – ma non è stata felice, la scelta di Colle Obito, per farci l’ospedale attuale, vista la troppa vicinanza in linea d’aria con l’acciaieria. Serve un ospedale nel quale si respiri più possibile aria pulita“. Un ospedale che abbia sui 600 posti letto, in una superficie dai 110 mila ai 120 mila metri quadrati e servito da un parcheggio di 120 posti auto.
Soluzione per sluzione
Le soluzioni individuate, quelle alternative a Colle Obito, vanno infatti anche in questa direzione. Per ognuna di queste sono stati individuati i pro e i contro. Compreso il fatto che ci sarà da procedere agli espropri dei terreni. Anche su tutti questi aspetti, si dovrà basare la scelta definitiva, alla quale si conta di arrivare nel giro dei prossimi tre o quattro mesi. La prima area individuata è a Gabelletta, nei pressi di Acquavogliera. Poco distante, cioè, dal confine comunale tra Terni e San Gemini. Si trova in un’area tranquilla, paesaggisticamente bella, poco distante dalle uscite della superstrada E45 e in una zona non vincolata. Ma ci soni i problemi della preclusione di possibili ampliamenti, ci sono i rumori delle vicine strade, il terreno è scosceso ed è una zona lontana dal centro storico. Cos’come lontana dal centro storico è l’area individuata tra Maratta e Sabbione, tra strada delle Campore e strada dei Confini. Che dalla sua parte ha l’essere un’area pianeggiante, senza vincoli e ben servita dalla viabilità comunale. Una soluzione al momento senza aspetti contrari individuati è quella di Campitello, lungo la variante di via del Centenario, poco distante dalla rotatoria dalla quale parte la bretella Gabelletta-Marattana. Area ampia e strategica, terreno pianeggiante, vicinanza ai centri abitati e alla zona di Colleluna e buon collegamento con la viabilità cittadina. Poi c’è l’ipotesi di realizzare il nuovo ospedale dietro alla stazione, poco distante dal parcheggio di vi Proietti Divi e dalla nuova passerella pedonale. La vicinanza al centro e anche alla stazione rappresenta un elemento fortemente favorevole. Allo stesso tempo, però, il terreno è scosceso, c’è da verificare un pericolo di frane e ci sarebbero problemi di tipo acustico data la vicinanza con le strade e la ferrovia. Riguardo a Colle Obito, invece, il nuovo ospedale sorgerebbe tra quello attuale e le sedi universitarie della facoltà di Medicina, nella zona dove ora si trova l’obitorio, a ridosso del parcheggio e del Sim. Ma oltre alle criticità già dedotte da Binini, ci sono la distanza dalle principali infrastrutture viarie, una morfologia complessa del terreno, ostacoli per eventuali ampliamenti futuri e delle difficoltà di intervento durante i lavori di realizzazione.













E’ incredibile quello che è avvenuto ieri mattina alla sala conferenze dell’ Arpa! Un ingegnere di Reggio Emilia che, con grande arroganza, ci è venuto a dire che l’ ospedale S. Maria non può essere ristrutturato ed ampliato ma che deve essere costruito un nuovo ospedale o a Campitello(in questa area ci sarebbero grandi criticità che non sono state messe in evidenza dall’ ingegnere Benini)o a Maratta(vicino all’ inceneritore)! Tutto questo con soldi presi principalmente dal fondo Inail per l’ edilizia sanitaria ovvero con un prestito da dover restituire… Questo comporterebbe il depotenziamento progressivo dei servizi sanitari a Terni con… Leggi il resto »