Ospedale, il rilancio dei comitati: “Progetti irrispettosi, agire sull’esistente con soldi pubblici”

Tra le critiche alla costruzione del nuovo ospedale e le proposte per il potenziamento di quello esistente, il dibattito sulla sanità ternana resta acceso. Parlano Medicina Democratica e la dottoressa De Luca

Ospedale di Terni

Il progetto per la costruzione di un nuovo ospedale a Terni continua a suscitare polemiche e discussioni. Medicina democratica, presente alla presentazione dello studio redatto dallo studio Binini and Partners presso la Sala Conferenze dell’ARPA, esprime un giudizio negativo tanto sulla forma quanto sulla sostanza del progetto, sollevando numerose preoccupazioni su come vengono gestite le risorse e le scelte politiche legate alla sanità locale.

Un primo aspetto criticato riguarda la modalità con cui l’ingegnere Tiziano Benini ha presentato il progetto, in particolare per la mancanza di rispetto nei confronti del pubblico. Durante la presentazione, Benini ha pronunciato erroneamente il nome di Colle Obito e, in modo poco professionale, ha dichiarato che “questo nome non gli piace proprio”. Un comportamento che, secondo Medicina democratica, ha dato l’impressione di una superiorità dall’alto verso il basso, poco rispettosa nei confronti di una platea che dovrebbe essere coinvolta e informata su un tema così importante.

Dal punto di vista sostanziale, l’associazione critica fortemente l’idea di costruire un nuovo ospedale da zero, mentre propone di potenziare e ristrutturare l’attuale ospedale di San Maria a Colle Obito, un progetto che Medicina democratica sostiene attivamente. La proposta di ristrutturazione e ampliamento dell’ospedale esistente non è stata neanche presa in considerazione, nonostante sia ritenuta una soluzione più economica e meno rischiosa. A questo si aggiungono anche i dubbi sull’utilizzo delle risorse per il nuovo ospedale: la Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha infatti annunciato che metà dei finanziamenti per la costruzione del nuovo ospedale verrebbero dall’INAIL, creando di fatto un prestito che dovrà essere restituito nel lungo periodo. Questo comporterebbe inevitabilmente tagli al personale medico e sanitario, oltre a ridurre le prestazioni per i cittadini.

Medicina democratica evidenzia un altro rischio concreto: la costruzione del nuovo ospedale porterebbe a un graduale indebolimento dell’attuale ospedale S. Maria, con il rischio di una fuga di medici e infermieri, già costretti a operare in una struttura sotto organico. Ciò potrebbe aprire le porte alla creazione di un’azienda ospedaliera unica a Perugia, un processo che, secondo i critici, rischia di penalizzare ulteriormente il territorio ternano.

Un altro punto controverso riguarda il finanziamento della sanità privata in Umbria. La Regione, tramite la delibera n. 1399/2023, ha previsto l’assegnazione di 80 posti letto agli imprenditori della sanità privata, creando profitti per i privati con soldi pubblici. Questo aspetto solleva preoccupazioni riguardo alla privatizzazione della sanità pubblica, contraria alle promesse fatte dalla stessa Stefania Proietti durante la campagna elettorale, quando aveva denunciato le politiche di privatizzazione della sanità promosse dalle precedenti amministrazioni.

Comitato “Salviamo e rilanciamo l’ospedale di Terni”

Parallelamente, il Comitato “Salviamo e rilanciamo l’ospedale di Terni” propone una soluzione alternativa per potenziare e riqualificare l’ospedale esistente, un piano che include l’ampliamento del pronto soccorso, la creazione di un blocco polifunzionale e un parcheggio multipiano da 600 posti auto. Il progetto prevede interventi strutturali che risolverebbero molte delle problematiche attuali, riportando l’ospedale ternano a essere un punto di eccellenza sanitaria, come già lo era stato riconosciuto nel 2010, quando figurava tra i primi dieci ospedali d’Italia per qualità dei servizi e professionalità del personale.

Questo piano, sottolineano i membri del comitato, è stato presentato alla Presidente Proietti e alla terza commissione regionale, ma non è stato considerato un’opzione valida, nonostante le forti evidenti ricadute positive per la comunità. L’ipotesi di ristrutturazione e ampliamento appare inoltre la più conveniente dal punto di vista economico, dato che i lavori sarebbero interamente finanziati dallo Stato e non tramite prestiti, come previsto dal piano per il nuovo ospedale, che avrebbe costi enormemente più elevati.

Infine, le risorse pubbliche già investite negli ultimi venti anni per migliorare e modernizzare reparti e strutture dell’ospedale S. Maria non possono essere sprecate, e l’idea di un nuovo ospedale solleva dubbi sulla gestione degli investimenti passati. Inoltre, la proposta di costruire un nuovo ospedale a Terni porterebbe a una crescente cementificazione del territorio e a un ulteriore consumo di suolo, a discapito di soluzioni più razionali e sostenibili.

La battaglia sull’ospedale si è riaccesa, col sindaco di Terni che fa la sua parte, sollecitando la Regione a scegliere la sede entro due mesi

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Pierluigi rainone
Pierluigi rainone
2 mesi fa

Sono molto gravi le dichiarazioni dell’ ingegnere Tiziano Binini che ha ridicolizzato Terni in più occasioni. Basta con questi soggetti che vogliono farci la lezioncina! La migliore soluzione è la ristrutturazione e l’ ampliamento dell’ attuale ospedale S.Maria a Colle Obito. Tutto questo verrà detto il 30 dicembre mattina durante una conferenza stampa a Palazzo Spada. Venite numerosi!

Commento da Facebook
Commento da Facebook
2 mesi fa

E’ stato fastidiosissimo vedere irridere il nome di Colle Obito, pronunciato “obìto” per poi scoprire che indicava la volontà di affossare il progetto di rilancio. La domanda è: per quali interessi? quelli dei cittadini non credo proprio.

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