Banconote false da Acilia per tutta Europa: maxi sequestro anche a Terni

L’indagine parte anche da un sequestro dei carabinieri di Terni: intercettati plichi con migliaia di euro contraffatti. A Roma smantellato un laboratorio con computer e stampanti, sequestrato anche un wallet elettronico.

Un sequestro effettuato a Terni e una catena distributiva ricostruita a livello nazionale e internazionale hanno portato allo smantellamento di una presunta stamperia clandestina per la produzione di banconote false. A finire in arresto in flagranza di reato è stato un 31enne residente nell’area di Acilia, fermato dai carabinieri mentre stava predisponendo l’ennesima spedizione postale contenente banconote contraffatte da 50 euro per un valore complessivo di 7.300 euro.

L’operazione è stata condotta dai militari del Nucleo operativo Antifalsificazione monetaria di Roma, con il supporto della Compagnia di Ostia, ed è maturata nell’ambito di indagini avviate dal mese di settembre. Tra i riscontri che hanno permesso di risalire alla presunta rete di distribuzione figura anche un episodio avvenuto lo scorso 28 ottobre, quando i carabinieri del Nucleo investigativo di Terni avevano sequestrato un plico postale contenente 260 banconote false da 20 euro e 210 da 50 euro, arrestando il destinatario.

Durante quell’intervento, i militari avevano inoltre trovato l’uomo in possesso di un ulteriore quantitativo di denaro contraffatto, per un valore di circa 36.000 euro, in banconote false da 10, 20, 50, 100 e 200 euro. Un elemento ritenuto dagli investigatori utile a ricostruire il flusso del falso che viaggiava attraverso spedizioni postali.

Il presunto falsario arrestato ad Acilia viene descritto come un esperto informatico, sospettato di aver allestito nella propria abitazione una vera e propria stamperia clandestina. I carabinieri lo hanno bloccato mentre stava perfezionando una spedizione di denaro contraffatto destinata a un destinatario, confermando – secondo la ricostruzione investigativa – un modus operandi basato su invii ripetuti attraverso plichi.

La perquisizione domiciliare ha consentito di smantellare il laboratorio: all’interno dell’abitazione sono stati trovati computer, stampanti digitali e strumenti di perfezionamento grafico ritenuti di elevato livello. Nei computer utilizzati per il processo produttivo sarebbero stati rinvenuti anche i cosiddetti “progetti grafici”, indicati come la base digitale da cui venivano generate le contraffazioni.

Oltre alle apparecchiature e al materiale per la produzione, i militari hanno sequestrato anche un wallet elettronico, ritenuto strumentale alla gestione dei pagamenti della clientela. Le indagini avrebbero evidenziato che l’uomo era attivo da tempo sui social media, ambito nel quale avrebbe promosso la disponibilità di banconote false, riuscendo a costruire una rete di acquirenti.

L’attività investigativa, svolta con il supporto di Europol e con il coinvolgimento diretto della polizia austriaca e spagnola, ha portato a stimare che il volume di banconote contraffatte prodotte potrebbe raggiungere un valore nominale complessivo di circa un milione di euro. Gli approfondimenti proseguono per definire l’ampiezza della rete, i canali di distribuzione e i collegamenti tra i diversi destinatari delle spedizioni.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

La famiglia Caponi rivendica la proprietà dell'area balneabile dal 1969 e accusa il Comune di...
Il 22 e 23 marzo gli elettori di Matteotti e Campitello troveranno i seggi nelle...
Dal 6 marzo il nuovo protocollo di umanizzazione delle cure consente ai padri di assistere...

Altre notizie