Sempre più poveri e in difficoltà nel territorio della Diocesi di Terni-Narni-Amelia. I numeri della tradizionale conferenza stampa di fine anno della Caritas e dell’Associazione San Marino restituiscono un territorio in grande difficoltà che è la perfetta fotografia dell’economia locale: nuove povertà, lavoratori con stipendi regolari che non ce la fanno ad arrivare a fine mese e una crescita fortissima delle dipendenze.
La sede della conferenza stampa, la mensa San Valentino, è tristemente la sede ideale: sono stati infatti 38.000 pasti consumati alla mensa e 10.000 pasti consegnati da asporto (il 6% in più rispetto al 2024). Un dato questo, trasversale alle nazionalità anche se gli italiani che si sono rivolti al servizio è in calo (66%, circa 3 punti in meno), con un aumento di stranieri da Nigeria, Bangladesh e Sud America. nche l’età media è un segnale: nel 2025 prevale la fascia compresa 18-40 (50%), segue la 40-65 (30%). Nel 2025 le persone che si sono rivolte alla Caritas sono state 6574, il 5% in più rispetto al 2024.
“Il fenomeno continua purtroppo a crescere – dice don Giuseppe Zen, direttore della Caritas- in Italia come a Terni. Perchè se è vero che è cresciuta l’occupazione, è altrettanto vero che questa è sottopagata, con lavoro povero e spesso precario. Quindi anche chi lavora si trova in condizione di povertà. Questi sono più o meno i nuovi poveri e questo ovviamente non garantisce una vita dignitosa, soprattutto per le famiglie. Questo si incrocia col tema dell’emergenza abitativa”.
Qui è la presidente dell‘associazione San Martino Martina Tessicini a snocciolare i dati: “A Casa Parrabbi sono stati accolti 35 uomini, di cui 7 italiani e 28 stranieri e 22 persone, di cui 7 italiani e 15 stranieri di varie nazionalità accolte all’interno delle strutture del Pronto intervento Sociale per senza fissa dimora e persone in precarietà abitativa in convenzione con il Comune di Terni. Sono state accolte ben 20 persone nella struttura di emergenza notturna e 16 persone nella struttura dell’asilo temporaneo”
Dipendenze, precedenti penali ma spesso anche doppie diagnosi sanitarie i problemi di chi è stato assistito: “Le case di accoglienza sono sate sempre piene. Diversi hanno una doppia diagnosi, quindi dipendenze come ludopatia o dipendenze dall’uso di sostanze o alcol e anche problemi da un punto di vista mentale. Sono persone che vanno supportate, che vanno aiutate, che vanno prese per mano e portate alla consapevolezza di quella che è la loro situazione e quelli che sono i passi da compiere insieme per una riuscita alla situazione d’emergenza”.
Sul fronte salute, sono state 140 le persone che si sono rivolte al Centro Servizi di Contrasto alla povertàper l’acquisto di farmaci e per visite mediche specialistiche, per l’espletamento di pratiche burocratiche, per i buoni libro degli studenti, sportello di Orientamento al Lavoro, sportello di supporto psicologico, mediazione linguistico-culturale.
I numeri dell’emporio
Numeri importanti anche per l’emporio, sia quello di via Vollusiano che quello di Amelia. Complessivamente sono stati ritirati 28.493 chili d prodotti alimentari, con l’inserimento di 508 persone di 43 con disabilità.
Sono stati distribuiti 50.279 capi di vestiario (il 50% in più rispetto al 2024), presso l’emporio della Solidarietà a Terni. Gli accessi che le persone hanno conseguito all’emporio abbigliamento sono stati 3.057, di cui 581 di nazionalità italiana e 2.476 di nazionalità straniera. Per quanto concerne la fascia di età, la fascia più popolata quella compresa tra i 45 e i 54 anni (35,95% delle persone), segue poi la compresa tra i 35 e i 44 (23,99%). Inoltre 379 persone hanno usufruito del Servizio doccia aperto al centro Caritas di via Vollusiano a Terni
Il progetto “Fondo per le politiche della famiglia” in convenzione con il Comune di Terni, ha dato aiuto a 152 nuclei familiari (85 nuclei stranieri e 67 nuclei italiani) con l’erogazione di beni materiali e attrezzature utili alle famiglie con figli fino a 1000 giorni di età, residenti nella Zona Sociale 10. Tale iniziativa è stata ideata con l’intento di porgere un sostegno volto a garantire il benessere ed il sano sviluppo dei bambini, al contempo, lo scopo è quello di alleviare le difficoltà economiche delle famiglie nei primi anni di vita del bambino.
Minori non accompagnati, donne vittima di violenza e carcere
Importante anche il lavoro al carcere, dove sonostati effettuati 167 nuovi colloqui, con la consegna a 623 detenuti di 3.924 beni di prima necessità con la crescita di nuove presenze (67 nel 2024 e 103 nel 2025). Sono inoltre stati accolti 267 migranti, di cui 70 minori stranieri non accompagnati nei progetti in convenzione con il Comune di Terni e Comune di Narni.
Sul fronte dei progetti diocesani delle donne vittime di violenza, invece i numeri parlano di 23 persone vittime di violenza e sfruttamento inserite di cui 8 donne con 3 miniori per sfruttamento sessuale e 12 uomini per sfruttamento lavorativo, 29 vittime di tratta se sfruttamento di cui 12 donne e 8 minori e 9 uomini, accolte all’interno del progetto FREE LIFE: Fuori dal Rischio Emarginazione ed Esclusione. Ancora, 100 donne maltrattate prese in carico nei servizi di contrasto alla violenza di genere a Terni e Narni di cui su Terni 2 accoglienze residenziali di cui 2 donne con 2 minori, su Narni 7 donne in pronta emergenza con 9 minori, e 1 donna in semi autonomia con 2 minori. 15 valutazioni di rischio telefonico. All’interno del Progetto Non è amore – Scarpe Rosse, sono stati effettuati 210 colloqui dalle operatrici, 22 colloqui psicologici e 20 consulenze legali.
noltre, sono 150 persone che si sono rivolte per richiedere informazioni a livello specialistico, 78 colloqui specialistici effettuati, 35 incontri/contatti multi agenzia, 270 contatti per accattonaggio, sfruttamento lavorativo e domestico, 58 nuovi colloqui di primo contatto, 272 persone raggiunte durante le informative effettuate nei Centri di Accoglienza Straordinaria in convenzione con la Prefettura.
Il ruolo della Caritas
Ma il ruolo della Caritas non è solo assistenziale: “Pagare una bolletta non basta – dice don Giuseppe Zen –La Caritas Diocesana deve provocare una missione di sensibilizzazione e di animazione per la comunità locale. Quest’anno c’è un segnale positivo: ci sono state meno richieste. Perchè la persona non chiede e basta, viene accompagnata in tutti i suoi bisogni, per cui le persone hanno iniziato a chiedere di meno e condividere di più la loro situazione. Non c’è solo un aiuto economico, ma anche gestionale per provare a farle uscire dalla povertà”.
Martina Tessicini aggiunge: “Xi sono persone che decidono comunque di affidarsi in maniera costruttiva ai nostri servizi e tramite alcuni progetti, per esempio quello che abbiamo in ATS con dove la regione Umbria è capola,. che si chiama Umbria legale e sicura. Unaparte del progetto prevede l’attivazione di tirocini: su 12 tirocini attivati 3 hanno portato all’assunzione”
La riflessione del vescovo
Monsignor Francesco Soddu, vescovo di Terni-Narni-Amelia, conclude con una riflessione: “Molte povertà purtroppo sono originarie, altre nascono dalle ingiustizie. Queste devono avere un’attenzione particolare, perché dall’ingiustizia nasce la guerra, come in questo periodo che stiamo vivendo. E le vittime dell’ingiustizia sono sempre i più poveri, che diventano sempre più poveri. I poveri sono sempre in mezzo a noi e dobbiamo cercare di riconoscere il Signore Gesù nei nostri fratelli più poveri, dare segni concreti perché la pace possa regnare a cominciare dal piccolo di ogni persona, dal proprio cuore, che deve essere non dilaniato, ma tutto orientato a Dio. Nessuno può delegare l’amore ad altri».


