“Pronto, Carabinieri? Vi avviso che sto andando ad uccidere mia moglie”

Crescono le denunce per codice rosso a Terni e fra le tante segnalazioni arrivate all'Arma ce ne sono di curiose. I dati di Procura, Questura e Caritas confermano la gravità del fenomeno ma grazie alle stanze antiviolenza c'è più coraggio

Tra le tante storie che emergono dall’attività dei Carabinieri, riassunte il 30 Dicembre nella tradizionale conferenza stampa di bilancio, ci sono quelle, a volte molto tristi, relative al Codice Rosso.

Numeri imponenti in città, che purtroppo erano già emersi dalla parallela conferenza della Questura alcuni giorni fa, con 105 avvisi orali e 14 ammonimenti per stalking e violenza di genere.

Nel 2025 i Carabinieri segnalano 100 persone con il braccialetto elettronico e 183.000 segnalazioni. Il comandante colonnello De Rosa precisa: “Non si tratta ovviamente sempre di casi di violenza nonostante il braccialetto. Noi dobbiamo controllare ogni singola segnalazione: può trattarsi a volte di tentativi di manomissione del braccialetto, oppure di quello in possesso delle vittime che viene spento. Ogni minimo contatto va verificato, perchè non possiamo correre rischi.

Fra le tante verifiche fatte in questo ambito ce n’è una curiosa: “Una di queste persone che ha il braccialetto elettronico un giorno ci ha chiamati avvertendoci che stava andando ad uccidere la moglie. Sembra incredibile, ma è così”, dice De Rosa. “Ovviamente siamo intervenuti ed abbiamo evitato il peggio con l’uomo che adesso è in custodia cautelare. Ma è un esempio su tanti per dire quanto questo tipo di situazione impegna”.

antonio de rosa comandante carabinieri terni

I numeri generali dicono purtroppo che nel 2025 i casi a Terni sono raddoppiati. A Terni – ed il dato si riferisce solo al periodo tra il 30 luglio 2024 e il 6 agosto 2025 – sono stati iscritti 459 procedimenti, quasi il doppio rispetto agli anni precedenti, con 149 richieste di misure cautelari.

L’importanza della denuncia e le strutture

Nel contesto della tutela delle vittime vulnerabili e del contrasto alla violenza di genere, i Carabinieri delle Stazioni di Terni e della provincia operano quotidianamente per accogliere, assistere e proteggere donne vittime di violenza verbale, psicologica e fisica

L’attività si svolge sul territorio ternano, sotto il costante coordinamento della Procura della Repubblica di Terni, ed è portata avanti ogni giorno, in risposta a un numero crescente di segnalazioni e richieste di aiuto, grazie a una rete strutturata che coinvolge istituzioni, enti locali e associazionismo.

Negli ultimi anni, infatti, si registra un incremento delle denunce e delle richieste di consulenza da parte delle vittime, un dato che viene interpretato come il risultato di una maggiore informazione e consapevolezza sui nuovi strumenti normativi e sulle possibilità di assistenza garantite dall’ordinamento. Sempre più donne si rivolgono ai militari dell’Arma non solo per formalizzare una denuncia, ma anche per ricevere orientamento, ascolto e supporto in situazioni personali complesse, spesso caratterizzate da condizioni di forte vulnerabilità.

“Siamo in una fase – sottolinea De Rosa – nella quale sta crescendo la consapevolezza che c’è possibilità di contrastare questo reato. Noi facciamo attività di formazione e di sensibilizzazione, ma ora disponiamo anche di strutture adeguate, dove le donne possono sentirsi sicure e protette per denunciare le violenze subite”. Il riferimento è a “Una stanza tutta per sé”, attiva a Terni dal 2016 e ora anche ad Amelia: “Sono spazi senza simboli dell’Arma, con angoli anche per i bambini, proprio per dare una sensazione di maggiore sicurezza”.

Un ulteriore contributo arriva dal mondo dell’associazionismo e dei clubs service, tra cui il Soroptimist, da tempo impegnato su questi temi. Il 29 novembre, il club ha donato un kit portatile per l’ascolto delle vittime di violenza di genere alla Stazione dei Carabinieri di Narni, uno strumento pensato per facilitare un primo contatto in un contesto più riservato e rispettoso. Il kit si aggiunge a quello già in dotazione alla Compagnia di Orvieto, rafforzando la capacità di accoglienza sul territorio provinciale.

Identiche stanze sono disponibili anche nella sede centrale della Polizia a Terni, come spiegato nei giorni scorsi dal questore Luigi Abenante: “Abbiamo una stanza dedicata a questo problema –  dove le vittime parlano con addetti ai lavori che hanno fatto corsi in questa materia. Non è un grande numero ma non va sottovalutato. Il dialogo e l’ascolto a queste persone è stato importante”.

Formazione e centri antiviolenza

La formazione, relativamente ai Carabinieri, avviene sia a livello centrale, attraverso corsi specialistici presso l’Istituto Superiore di Tecniche Investigative dell’Arma, sia a livello locale, grazie alla collaborazione con i magistrati della Procura di Terni. Il rapporto con l’autorità giudiziaria si concretizza in incontri formativi e momenti di confronto operativo, finalizzati a uniformare le procedure e migliorare l’efficacia degli interventi nei procedimenti riconducibili al codice rosso.

L’accoglienza in Diocesi

Anche la Diocesi di Terni nei giorni scorsi, nell’ambito del consuntivo annuale della Caritas si è focalizzata su questo aspetto visto che esiste un progetto specifico denominato “Non è amore-Scarpe rosse”. Sono state 100 le maltrattate prese in carico  nel 2025 dai  servizi di contrasto alla violenza di genere a Terni e Narni di cui su Terni 2 accoglienze residenziali di cui 2 donne con 2 minori, su Narni 7 donne in pronta emergenza con 9 minori, e 1 donna in semi autonomia con 2 minori. 15 valutazioni di rischio telefonico. All’interno del Progetto Non è amore – Scarpe Rosse, sono stati effettuati 210 colloqui dalle operatrici, 22 colloqui psicologici e 20 consulenze legali.

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