Poliziotto azzannato dal cane del pregiudicato che sta arrestando

L’aggressione a Santo Stefano in un appartamento di Terni: poche ore dopo lo stesso cane ferisce un meticcio ai giardini della ex Foresteria. Avviate le procedure veterinarie e avviso orale per tre ternani.

Polizia

Un poliziotto delle volanti è finito in ospedale dopo essere stato morsicato a una gamba da un cane di proprietà riconducibile a un contesto di pregiudicati ternani. L’episodio si è verificato a Terni il giorno di Santo Stefano, durante un intervento richiesto per una presunta aggressione all’interno di un appartamento. A distanza di poche ore, lo stesso animale – un corso, razza definita di gestione complessa – è stato nuovamente protagonista di un’aggressione, questa volta contro un meticcio, ferito durante una zuffa nei giardini della ex Foresteria di corso Tacito. Il cane ferito è stato poi ricoverato all’ospedale veterinario di Perugia. Ne riferisce Il Messaggero

Secondo quanto ricostruito, la polizia era stata chiamata da alcuni residenti che avevano udito urla e rumori provenire dall’abitazione. Temendo che fosse in corso un’aggressione, chi aveva sentito la lite ha chiesto l’intervento di una volante. All’interno dell’appartamento, al momento del controllo, si trovavano tre ternani – tutti con precedenti penali e di polizia – insieme a uno straniero.

Quando gli agenti hanno suonato alla porta per verificare cosa stesse accadendo, il cane si sarebbe avventato su uno dei poliziotti, colpendolo con un morso alla gamba. L’agente è stato subito soccorso e accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale, dove è stato medicato. La prognosi indicata è stata di circa una settimana.

Dopo l’aggressione, dal Santa Maria è partita la richiesta di intervento del servizio veterinario dell’Usl Umbria 2, con l’attivazione delle procedure previste in casi di morsicature, considerate anche per il rischio sanitario legato alla rabbia. Le norme prevedono infatti un periodo di osservazione di dieci giorni per l’animale responsabile dell’aggressione.

Nel corso degli accertamenti è emerso che il cane – un corso – risulta formalmente intestato a uno straniero, ma al momento del controllo sarebbe stato condotto da uno dei ternani presenti nell’appartamento. Un dettaglio che, secondo quanto riportato, ha contribuito a definire un quadro legato non soltanto al singolo episodio, ma anche alla gestione e alla custodia dell’animale in un contesto problematico.

Il giorno successivo il cane è stato protagonista di un secondo episodio. Questa volta, secondo quanto ricostruito, la scena si è svolta nei giardini della ex Foresteria di corso Tacito, indicati come un luogo di abituale ritrovo di persone in situazione di marginalità. Qui si è verificata una zuffa tra cani, durante la quale un meticcio è rimasto gravemente ferito a una zampa. È stata la polizia locale a richiedere l’intervento del servizio veterinario dell’Usl: il cane ferito aveva bisogno di cure ma l’uomo che lo conduceva non avrebbe avuto la disponibilità economica per affrontare le spese.

A intervenire è stato quindi il servizio veterinario, che si è fatto carico del trasferimento del meticcio all’ospedale veterinario di Perugia, struttura convenzionata. Durante la verifica del microchip è emersa la conferma: il cane responsabile dell’aggressione al meticcio era lo stesso che il giorno precedente aveva azzannato il poliziotto.

Sul caso è intervenuto anche Luca Nicola Castiglione, direttore della struttura complessa di sanità pubblica veterinaria dell’Usl Umbria 2, che ha richiamato il tema della sicurezza e della gestione degli animali: “Si ripropone per l’ennesima volta la pericolosità di cani di gestione difficile e impegnativa che spesso si trovano nelle mani di detentori o proprietari che non sono in grado di gestirli”, ha dichiarato. Castiglione ha inoltre spiegato che il servizio veterinario ha scelto un approccio prudente: “Siamo stati così scrupolosi da caricare sulla struttura pubblica il ricovero del cane ferito inviando poi l’animale responsabile delle due aggressioni al canile sanitario per tutelare al meglio la salute pubblica”.

Nel frattempo, gli accertamenti della polizia sull’intervento in appartamento hanno chiarito che la lite sarebbe scoppiata per futili motivi tra persone che vivono ai margini. Nessuno, secondo quanto riferito, avrebbe poi formalizzato una denuncia. Per i tre ternani presenti nell’abitazione è scattato l’avviso orale del questore, misura preventiva prevista per soggetti considerati socialmente pericolosi.

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