Ospedale, nuova bocciatura per lo Studio Benini: “Rivalutare Colle Obito”

L'urbanista Francesco Andreani boccia la relazione sulle nove ipotesi e propone un concorso pubblico per riqualificare la struttura esistente

FRANCESCO ANDREANI ORDINE ARCHITETTI TERNI

Francesco Andreani, coprogettista del Piano Regolatore Generale di Terni ed ex assessore all’Urbanistica del Comune, interviene con una critica articolata alla relazione dello studio Benini sul nuovo ospedale della città , condivisa dalla Regione Umbria. L’urbanista, docente abilitato di Progettazione architettonica e urbana presso il MIUR, contesta il metodo adottato nello studio e propone soluzioni alternative incentrate sulla riqualificazione dell’ospedale di Colle Obito.

Le criticità dello studio Benini secondo l’urbanista

Andreani definisce “disarmanti” alcune delle nove soluzioni proposte dallo studio, accusando la ricerca di individuare aree libere “senza un criterio particolare che non sia quello del riempimento”. L’urbanista boccia in particolare le ipotesi di edifici di dodici piani, definiti “mostri edilizi” con parcheggi nascosti e urbanizzazioni invisibili, mascherati da “spruzzate ingenue di verde su architetture massive”.

Secondo Andreani, le dichiarazioni assertive dello studio Benini sull’edilizia sanitaria, come il corpo di fabbrica quintuplo presentato come dato scientifico e inoppugnabile, rappresentano “al massimo esperienze personali di lavoro” che riportano indietro di decenni la disciplina dell’ingegneria civile e dell’architettura. Una bocciatura che fa il paio con quella del comitato a difesa dell’ospedale.

L’ipotesi Colle Obito trattata superficialmente

La critica più severa riguarda lo studio dell’ipotesi di rinnovo dell’ospedale di Colle Obito, definito “gravemente insufficiente”. L’urbanista contesta che questa opzione sia stata trattata come le altre otto, “con il criterio del riempimento, evidentemente elaborata in fretta sia dal punto di vista formale che dei principi di progettazione seguiti”, per poi essere definitivamente archiviata con considerazioni che pongono “seri dubbi sulla reale sostenibilità dell’intervento”.

Andreani sostiene che l’ipotesi di rinnovare l’ospedale di Colle Obito meriti maggiori attenzioni disciplinari perché rappresenta “l’ipotesi più vicina, realista dal punto di vista operativo, dei costi, dei tempi e dell’uso dei cittadini”. L’urbanista richiama il principio della riduzione del consumo di suolo, criterio che “dovrebbe insegnare e non affliggere i privati, soprattutto quando le opere pubbliche nuove sono grandi e quelle che si abbandonano altrettanto grandi e destinate al declino e all’incuria”.

La proposta: un concorso pubblico per Colle Obito

L’ex assessore propone un concorso pubblico di riqualificazione dell’ospedale di Colle Obito, ritenuto “l’unica strada percorribile per dare alle opere pubbliche trasparenza e qualità di metodo e idee”, come avvenuto per il teatro Verdi. Andreani individua cinque temi fondamentali per la riqualificazione: migliore accessibilità con parcheggi ordinati e vicini all’ingresso; un atrio di ingresso più grande con distribuzione verticale; un giardino o parco ampio e fruibile; il riordino delle strutture complementari incluso l’obitorio; la sostenibilità energetica e ambientale.

Sulla sicurezza strutturale dell’edificio esistente, Andreani precisa che “non esiste requisito di sicurezza strutturale che non si è in grado di garantire agli edifici esistenti, come in Umbria ben sappiamo”, aggiungendo che la posizione attuale è “sicuramente vicina al numero prevalente degli utenti, sia locale che territoriale”.

L’alternativa: l’area di Gabelletta bassa

Per chi invece preferisse la costruzione in altro luogo, Andreani considera la relazione dello studio Benini “parziale ed insufficiente” perché ignora la progettazione urbanistica necessaria. L’urbanista segnala l’esistenza di una “grande area non considerata dallo studio Benini, già progettata urbanisticamente”: l’espansione residenziale di Gabelletta bassa, che consentirebbe un’edilizia moderata senza modificare i confini delle urbanizzazioni attuali.

Andreani auspica che la politica, “di destra e di sinistra”, assuma “il coraggio delle scelte” sul tema dei nuovi ospedali del territorio ternano, compreso quello di Narni e Amelia, facendo prevalere “il metodo dell’immaginazione e del realismo in favore dei cittadini”. La questione resta aperta, come la frattura col Comune, che ha annullato il consiglio comunale aperto sul tema.

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