L’attivista palestinese Mohammad Hannoun, 63 anni, è stato trasferito dal carcere di Genova Marassi alla casa circondariale di Terni, in località vocabolo Sabbione, dove è stato collocato in una sezione di alta sicurezza riservata a detenuti accusati o condannati per reati legati al terrorismo. Il trasferimento è stato riportato da fonti di stampa locali e rilanciato dall’agenzia ANSA.
Hannoun è stato arrestato lo scorso 27 dicembre nell’ambito di un’indagine della Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Genova su presunti finanziamenti ad Hamas e sull’ipotesi di terrorismo. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, l’uomo sarebbe considerato un presunto punto di riferimento della rete italiana e un sospetto finanziatore attraverso attività legate a raccolte fondi. La scoperta del trasferimento è avvenuta quando gli avvocati Dario Rossi ed Emanuele Tambuscio si sono recati nella struttura penitenziaria genovese per incontrarlo, trovando il detenuto già spostato.
L’attivista, secondo quanto emerso, potrebbe partecipare in videocollegamento all’udienza del Tribunale del Riesame fissata per il 16 gennaio a Genova, dove verrà valutato il ricorso presentato dalla difesa contro la misura cautelare del carcere. Uno degli elementi centrali del confronto giudiziario, come riportato da diverse ricostruzioni, riguarderebbe l’utilizzabilità del materiale probatorio che – secondo quanto sostenuto dai legali – includerebbe atti e documenti raccolti e interpretati da una polizia estera. La difesa avrebbe chiesto chiarimenti sulla natura e sulla spendibilità di alcune informative. La vicenda ha assunto anche un rilievo politico istituzionale.
È infatti prevista per mercoledì 14 gennaio, alle 17.30 nell’Aula di Montecitorio, un’informativa urgente del Governo con la partecipazione del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, dedicata al caso Hannoun, indicato anche come presidente dell’Associazione palestinesi in Italia. Il trasferimento di Hannoun a Terni si inserisce nel quadro delle misure detentive previste per i soggetti accusati di terrorismo, tenendo conto anche delle caratteristiche e delle sezioni disponibili nelle diverse strutture carcerarie. La procedura giudiziaria proseguirà con l’udienza del 16 gennaio e con gli ulteriori passaggi legati ai ricorsi e alla valutazione delle misure cautelari.