Lavori al castello di Papigno: “Garantire l’agibilità delle vie coinvolte, problemi per gli anziani”

Il segretario Sandro Piccinini lancia un appello per garantire l’agibilità nelle vie colpite dai lavori di consolidamento

Il circolo del Partito Democratico di Papigno, attraverso la voce del suo segretario Sandro Piccinini, interviene sulla questione relativa ai lavori di consolidamento delle mura perimetrali e delle pendici rocciose del Castello di Papigno, nel territorio di Terni. I lavori, avviati negli anni ’90 su progetto dell’ingegnere Alberto Custodi, rappresentano una tappa fondamentale nel recupero del sito storico, ma creano oggi una criticità concreta per i residenti delle zone limitrofe.

Secondo Piccinini, il progetto rientra in un più ampio intervento infrastrutturale e paesaggistico che ha coinvolto negli anni enti locali, cittadini, la circoscrizione Velino, il Comune e la Regione, dimostrando un efficace lavoro sinergico. L’attuale fase dei lavori, tuttavia, ha portato alla completa chiusura di alcune strade, come via Pisacane, via Amendola e via dei Mille, situate a monte dell’intervento. Questa situazione ha sollevato preoccupazioni tra i residenti, soprattutto tra le persone anziane e con disabilità, che lamentano l’impossibilità di accedere ai servizi di base, come la raccolta dei rifiuti.

Piccinini chiarisce che il PD sostiene pienamente il valore e la necessità dell’opera, ma sottolinea come sia necessario trovare un equilibrio tra l’esecuzione del cantiere e il diritto alla mobilità e ai servizi essenziali dei cittadini. “Siamo assolutamente d’accordo sui lavori”, ha dichiarato, “ma riteniamo che sia indispensabile valutare soluzioni temporanee per consentire almeno una parziale riapertura giornaliera delle strade, anche per poche ore”.

La proposta del circolo PD è rivolta direttamente agli uffici comunali competenti e alla ditta incaricata dei lavori, affinché possano valutare una revisione dell’ordinanza vigente. L’obiettivo è quello di non compromettere la sicurezza e la continuità dell’intervento, ma al tempo stesso ristabilire un minimo di accessibilità e agibilità per i residenti coinvolti.

L’intervento attuale, pur essendo in linea con la visione strategica che ha guidato il progetto originario, mostra – secondo Piccinini – un limite di pianificazione in termini di impatto sociale. Il recupero effettuato in passato sull’area sommitale del castello e sulle mura dell’orto di via Amendola fu, infatti, accompagnato da una maggiore attenzione alle esigenze dei cittadini, diventando un vero e proprio fiore all’occhiello per gli enti locali di allora.

Ora, il Partito Democratico chiede di non disperdere quel modello partecipativo, sollecitando un confronto diretto con le istituzioni per garantire che la tutela del patrimonio storico non vada a discapito della qualità della vita di chi abita nei pressi del cantiere. “Siamo certi che gli uffici sapranno trovare le giuste soluzioni”, conclude Piccinini, “attraverso una modifica dell’ordinanza, senza compromettere né i lavori né l’agibilità dei cittadini”.

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2 mesi fa

Abbattere alberi ed arbusti che ostruiscono la vista della bellissima cinta muraria.

Illuminare a dovere dal basso le suddette mura.

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