Nuovo statuto del Comune, FdI si spacca: “Cecconi vota contro, nonostante ok della commissione”

Pastura e Proietti Trotti difendono il nuovo testo approvato e contestano il dissenso di Cecconi, chiarendo aspetti tecnici e politici della riforma.

Il Comune di Terni ha approvato il nuovo statuto, con 28 voti favorevoli, 3 contrari. Il voto, sottolinea il Comune è il frutto del lavoro della commissione che aveva approvato all’unanimità la bozza.

Ora l’assemblea elettiva di Palazzo Spada approva il testo finale, in una formulazione che riduce il numero degli articoli da 96 a 70, conferendo contestualmente una maggiore funzionalità agli organi istituzionali e modernizzando l’amministrazione comunale. Ecco le principali novità contenute nel nuovo Statuto del Comune di Terni. Vengono anche abolite formalmente le circoscrizioni, che già non sono più operative dal 2010 e viene istituito il garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale e si registra la conferma del Centro per le pari opportunità.

Il consiglio comunale ha anche approvato ad ampia maggioranza un emendamento del Pd che innalza da 14 a 16 il numero minimo di consiglieri comunali per la convocazione dell’assemblea in seconda battuta.

Fdi e la nota contro Cecconi

Fra coloro che hanno votato contro c’è Marco Celestino Cecconi di Fratelli d’Italia, la cui posizione è stat stigmatizzata in una nota dai compagni di patito Roberto Pastura e la consigliera Elena Proietti Trotti,

Nel merito, Pastura ha respinto l’idea che il dissenso rappresenti una difesa esclusiva delle regole statutarie, osservando come la discussione debba concentrarsi sui contenuti e sulle proposte, piuttosto che sulla conservazione di assetti normativi risalenti al 2001. Secondo il capogruppo, la Commissione ha lavorato per mesi su un testo condiviso e il voto contrario sarebbe maturato su presupposti tecnicamente fragili, anche a causa di una partecipazione non continuativa ai lavori.

Uno dei punti contestati riguarda l’introduzione dei “motivi di riservatezza” in relazione all’accesso agli atti. Su questo aspetto, Pastura ha chiarito che non si tratta di una limitazione discrezionale della trasparenza, ma di un adeguamento obbligatorio al GDPR, il regolamento europeo sulla protezione dei dati personali, che impone di bilanciare il diritto di accesso con la tutela dei dati sensibili. L’aggiornamento dello Statuto viene quindi presentato come una misura necessaria per evitare ricorsi e sanzioni a carico dell’ente.

Altra critica affrontata riguarda l’eliminazione di uno specifico articolo sulla comunicazione, giudicata da Cecconi un arretramento. Pastura e Proietti Trotti hanno ribadito che lo Statuto deve contenere principi fondamentali, non duplicare norme già previste da leggi superiori, e che la semplificazione normativa non equivale a ridurre la trasparenza dell’azione amministrativa.

Nel dibattito è stato affrontato anche il tema del rapporto con le associazioni, definito da alcuni come eccessivamente vago. Secondo i rappresentanti di FdI, il riferimento a “attitudine e capacità operativa” introduce invece un criterio volto a superare logiche di assistenzialismo, privilegiando merito e competenze, demandando ai bandi pubblici il compito di garantire imparzialità e trasparenza.

Sul voto ponderato, definito da Cecconi una “mostruosità”, Pastura ha richiamato il Testo unico degli enti locali (TUEL), spiegando che tale meccanismo è l’unico strumento in grado di assicurare la proporzionalità della rappresentanza, evitando che consiglieri con un consenso molto ridotto abbiano lo stesso peso di chi rappresenta quote più ampie dell’elettorato. Analoga difesa è stata avanzata sulla soglia del numero legale fissato a 16 consiglieri in seconda convocazione, ritenuta più rigorosa rispetto a quella adottata in altri Comuni.

Infine, è stata contestata l’interpretazione della definizione del sindaco come “Capo dell’Amministrazione”, considerata da Cecconi accentratric e. Pastura ha ricordato che la terminologia è la stessa utilizzata dal TUEL e che riflette una visione istituzionale fondata su responsabilità chiara e diretta di chi vince le elezioni.

Nella dichiarazione conclusiva, i vertici del gruppo FdI hanno ribadito che l’opposizione e il confronto interno devono essere orientati all’interesse della città, sostenendo che il nuovo Statuto guarda a un contesto profondamente diverso da quello del 2001. La posizione del gruppo viene quindi presentata come una scelta di aggiornamento e riforma, a fronte di una critica interna giudicata più polemica che istituzionale.

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