n vasto fronte istituzionale, culturale e civico ha lanciato un nuovo appello al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, chiedendo l’intervento contro il progetto eolico industriale Phobos, che prevede la costruzione di sette turbine eoliche alte oltre 200 metri tra Umbria, Lazio e Toscana. Il progetto, promosso dalla multinazionale tedesca RWE, coinvolge un’area particolarmente sensibile, tra Orvieto, Civita di Bagnoregio, il Lago di Bolsena e l’Alta Tuscia, e rischia di essere realizzato nonostante il forte dissenso manifestato da enti e istituzioni locali.
La contrarietà delle istituzioni locali e la tutela del paesaggio
L’appello, promosso dal Comitato Alfina Viva, si basa su un richiamo all’articolo 9 della Costituzione, che stabilisce la tutela del paesaggio come un valore fondamentale e di interesse collettivo. La lettera sottolinea che, nonostante il parere negativo del Ministero della Cultura, della Sovrintendenza, della Regione Umbria e dei numerosi Comuni coinvolti, il progetto rischia comunque di proseguire, aggravato da una recente sentenza del Consiglio di Stato che ha reso inefficaci le valutazioni negative precedenti.
Il rischio per il territorio e la transizione energetica
Secondo i firmatari dell’appello, il progetto Phobos comporterebbe una trasformazione irreversibile del territorio, a fronte di una resa energetica modesta secondo gli stessi rilievi anemometrici. Pur riconoscendo l’importanza della transizione energetica, tutti i firmatari sono unanimi nel ritenere che essa non debba avvenire a discapito di territori di valore storico, culturale e ambientale. Le turbine eoliche, infatti, verrebbero collocate in un’area di rilevante importanza per il paesaggio e il patrimonio storico, e la loro presenza potrebbe compromettere irreparabilmente l’integrità del luogo.
Un ampio sostegno politico e culturale all’appello
L’iniziativa ha ottenuto un forte sostegno politico trasversale, con l’adesione di numerosi sindaci di Umbria e Lazio e il coinvolgimento diretto della Regione Umbria, che ha espresso valutazioni negative sul progetto. A questi si aggiungono oltre cento personalità del mondo della cultura, tra cui Paolo Maddalena, Salvatore Settis, Tomaso Montanari, Massimo Cacciari, Giorgio Agamben, Stefano Mancuso, Alice Rohrwacher, Ugo Mattei, Francesco Remotti, Giuseppe Tornatore, e molti altri tra archeologi, urbanisti, economisti e antropologi. L’appello è sostenuto anche da una rete di oltre duecento associazioni, comitati e realtà civiche.