Il responsabile del Dipartimento Fratelli d’Italia – Integrazione e Relazioni con le Comunità Straniere, Iulian Cantea, è intervenuto a Terni sul tema della comunità romena in Italia, affrontando il nodo del riconoscimento linguistico, dell’integrazione sociale e della partecipazione civica, richiamando principi costituzionali, norme vigenti e il contributo concreto dei cittadini romeni alla società italiana.
Nel suo intervento, Cantea ha ricordato come “l’Italia è oggi la seconda casa per oltre un milione di cittadini romeni”, sottolineando che si tratta di una presenza stabile, diffusa e integrata nel tessuto economico e sociale del Paese. “Presenti in tutti i settori, dall’agricoltura all’edilizia, dai servizi alla sanità, i romeni hanno contribuito in modo significativo alla crescita economica e sociale del Paese”, ha affermato, evidenziando come questo contributo sia accompagnato da “valori di laboriosità, rispetto e spirito civico”.
Secondo il responsabile del dipartimento di Fratelli d’Italia, nonostante questo percorso, “la voce della comunità romena resta spesso poco ascoltata nelle decisioni che la riguardano direttamente”. Cantea ha ricordato che i cittadini romeni, in quanto cittadini dell’Unione Europea, godono del diritto “di lavorare, accedere alla protezione sociale e ai servizi sanitari, e di essere tutelati contro la discriminazione”, ma ha evidenziato come permanga una carenza sul piano culturale e simbolico. “Manca ancora un pieno riconoscimento della lingua e della cultura romena, che rappresentano una componente viva della società italiana”, ha dichiarato.
Nel suo intervento, Cantea ha collegato il tema dell’integrazione al quadro costituzionale italiano, affermando: “In qualità di responsabile del Dipartimento Fratelli d’Italia – Integrazione e Relazioni con le Comunità Straniere, ritengo che i romeni in Italia abbiano dimostrato, attraverso il lavoro, la serietà e la partecipazione civica, di essere parte integrante del tessuto nazionale”. Da qui la proposta di estendere il riconoscimento anche alla lingua romena, “in coerenza con l’articolo 6 della Costituzione italiana, che tutela le minoranze linguistiche”.
Cantea ha richiamato anche la legge 482 del 1999, osservando che “ha finora limitato la tutela alle minoranze storiche e territoriali”, un’impostazione che, a suo avviso, “in un’Italia europea e moderna, appare superata”. In questo contesto, ha ribadito che “la comunità romena, stabile e numerosa, merita pari dignità e visibilità”.
Le parole del segretario Cecconelli
Sostegno all’iniziativa è stato espresso dal coordinamento di Fratelli d’Italia Terni. Il segretario Maurizio Cecconelli ha dichiarato: «Sostenere un’integrazione giusta e rispettosa dei valori comuni significa riconoscere il contributo che ogni comunità porta al nostro Paese», aggiungendo che «l’integrazione non è assimilazione, ma valorizzazione delle differenze nel rispetto delle regole e dell’identità italiana».
Nel suo intervento, Cantea ha inoltre ribadito il principio secondo cui “i diritti vengono sempre insieme ai doveri”, sottolineando che “vivere e lavorare in Italia significa rispettare le leggi, pagare le tasse e contribuire attivamente alla vita delle comunità locali”. Ha evidenziato come “l’immagine dei romeni non è costruita dalle statistiche, ma dai gesti quotidiani, dal rispetto delle regole alla solidarietà con i vicini”.
Un passaggio specifico è stato dedicato alla partecipazione civica, definita da Cantea “un atto di responsabilità”, attraverso “la partecipazione alle elezioni locali e l’iscrizione al registro elettorale”, strumenti che consentono di incidere sulle decisioni che riguardano il futuro delle comunità. “Solo con una presenza attiva e consapevole si può incidere sulle scelte che determinano il futuro della comunità”, ha affermato.
Nel quadro delineato, i cittadini romeni vengono descritti non solo come lavoratori, ma anche come “ambasciatori di una cultura ricca e di una storia millenaria”. “Conoscere i propri diritti, adempiere ai propri doveri e partecipare alla vita pubblica è il modo migliore per rafforzare il legame tra la Romania e l’Italia”, ha concluso Cantea, ribadendo che “la forza di una comunità non si misura solo nel numero dei suoi membri, ma nella capacità di essere uniti, partecipi e rispettosi del Paese che li accoglie”.