Moplefan, Invitalia come strada per evitare il fallimento: “Ma dare prima certezze ai lavoratori”

Piano di composizione negoziata e ingresso di Invitalia tra le ipotesi per salvare l'azienda del polo chimico. Novanta lavoratori senza stipendio da novembre

La crisi della Moplefan di Terni è stata al centro di un tavolo tecnico presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dove è stato presentato ufficialmente l’avvocato Francesco Angeli, esperto nominato dalla Camera di Commercio per la procedura di composizione negoziata. L’incontro di martedì ha visto la partecipazione dei rappresentanti aziendali, delle organizzazioni sindacali Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, che avevano lanciato l’allarme nelle scorse settimane,  dell’assessore regionale Francesco De Rebotti e dell’assessore allo Sviluppo economico del Comune di Terni Sergio Cardinali.

L’11 febbraio si terrà l’udienza cruciale davanti al giudice del tribunale di Terni, che valuterà le misure protettive e il piano strategico elaborato dal commissario. Da questo passaggio dipenderanno le sorti produttive e occupazionali dello stabilimento del polo chimico ternano, che attualmente impiega circa 90 dipendenti, di cui solo un presidio minimo resta operativo.

La situazione dei lavoratori e gli ammortizzatori sociali

Il quadro occupazionale resta estremamente critico. La cassa integrazione, scaduta lo scorso novembre, ha lasciato i lavoratori senza retribuzione e senza garanzie sugli ammortizzatori sociali. Restano inoltre inevase le richieste di pagamento delle mensilità di dicembre e della tredicesima, aggravando l’emergenza salariale che espone i dipendenti a crescente incertezza economica.

A complicare ulteriormente la situazione, a gennaio il Ministero del Lavoro ha avanzato richieste di chiarimenti sulla cassa integrazione attivata nel novembre 2023, rallentando l’iter per la proroga dell’ammortizzatore sociale per il 2026. Le esigenze di integrazioni documentali hanno appesantito l’approvazione ministeriale, con una nuova verifica dell’ispettorato del lavoro di Terni prevista nei prossimi giorni.

L’ipotesi di ricapitalizzazione con Invitalia

L’ipotesi al vaglio delle autorità competenti prevede un percorso di uscita dal vortice dell’esposizione debitoria attraverso un curatore che possa evitare il fallimento e traghettare l’azienda verso la ricapitalizzazione. Il piano includerebbe l’ingresso di Invitalia e di un nuovo partner industriale, elemento ritenuto fondamentale per la composizione societaria. Nei mesi scorsi si era fatta avanti in questo senso l’ipotesi di un imprenditore israeliano.

“L’esperto in crisi di impresa ha fatto il punto sulla procedura di composizione negoziata, evidenziando una crisi reversibile che non vede l’azienda in condizione di insolvenza”, ha dichiarato Cardinali. I prossimi quattro mesi saranno cruciali per migliorare l’equilibrio economico della Moplefan e ripristinare la liquidità necessaria alla ripartenza delle produzioni.

Il tavolo tecnico e gli scenari futuri

Il confronto di martedì ha avuto un’impostazione prevalentemente tecnica, utile per fare il punto sullo stato della procedura ma ancora distante dal fornire risposte concrete. Dall’incontro sarebbe emerso uno schema dettagliato dei tempi per tutte le operazioni necessarie, con la consapevolezza che il riavvio produttivo e la ripresa economica della storica fabbrica dipendono dall’esito positivo di questi passaggi.

Le organizzazioni sindacali hanno sottolineato la necessità di interventi immediati per evitare la chiusura definitiva, evidenziando come una mancata risoluzione della crisi potrebbe generare un effetto domino su tutte le altre aziende del polo chimico.

L’impegno delle istituzioni

“Esiste un’emergenza salariale da fronteggiare che vede i lavoratori sempre più in difficoltà”, ha affermato l’assessore Cardinali, sottolineando l’impegno del Comune di Terni nell’esercitare pressione affinché la situazione si sblocchi. “L’uscita dalla crisi va supportata dalle istituzioni, a partire dal ruolo determinante del Ministero che deve sbloccare i fondi pubblici attesi ormai da troppo tempo”, ha aggiunto.

Nei giorni scorsi le segreterie regionali e territoriali dei sindacati hanno incontrato i lavoratori in assemblea presso il polo chimico ternano. Dal confronto non sono emerse rassicurazioni, con i dipendenti che attendono sviluppi concreti dall’udienza dell’11 febbraio.

L’eventuale esito positivo dell’udienza potrebbe aprire la strada a incontri ravvicinati tra le parti per verificare la sostenibilità del piano e le prospettive industriali della Moplefan. Il giudice affiderà al commissario Angeli compiti di sorveglianza, tra cui l’aggiustamento del piano industriale necessario alla ripartenza.

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