Si è svolta ieri sera, 5 febbraio, al Teatro Secci di Terni la prima serata del Premio San Valentino Terni 2026, manifestazione dedicata ai valori dell’amore, della coscienza e dell’identità valentiniana. Il premio è organizzato da Sauro Pellerucci e dall’associazione Io Sono una Persona per Bene, insieme alla Diocesi di Terni-Narni-Amelia. L’edizione 2026 segna un ritorno alle radici più autentiche del culto valentiniano, puntando a ricostruire legami civili e religiosi e a valorizzare la storia della comunità ternana.
Prima della cerimonia di premiazione, Pellerucci ha spiegato il senso profondo dell’iniziativa: «La tradizione valentiniana ci ha chiesto di assumerci una responsabilità vera. Non volevamo un evento celebrativo fine a se stesso, ma un progetto capace di ricostruire legami e di guardare al futuro partendo dalla nostra storia». Ha poi aggiunto: «Siamo convinti che a Terni esistano persone straordinarie, spesso silenziose. Riconoscerle e premiarle significa restituire valore alla comunità e dare esempi concreti soprattutto ai più giovani».
Premio San Valentino Terni 2026, “La Dimora di Dio” apre la serata
Ad aprire il Premio San Valentino Terni 2026 è stato il recital La Dimora di Dio, rappresentazione teatrale ispirata agli scritti di Edith Stein – Santa Teresa Benedetta della Croce, curata da Anna Isabella Russo. In scena Emanuela Eupizi (Therese) e Maria Giulia Tabarrini (Edith Stein), accompagnate dalla musica dal vivo di Gianluca Feliciano alla chitarra, Fabrizio Antonelli, Nicolò Gatti e Daniele Leonardi alle trombe, Michele Liurni al violoncello, con arrangiamenti ed elaborazioni musicali di Michele Filippo Paluzzi. Uno spettacolo intenso e profondamente evocativo, che ha interrogato il pubblico sul tema dell’anima e della coscienza come dimora di Dio, creando un clima di ascolto e riflessione che ha accompagnato l’intera serata.
Premio San Valentino Terni 2026, le istituzioni e l’eredità di San Valentino
Nel corso della serata del Premio San Valentino Terni 2026 sono intervenute le istituzioni presenti. L’assessore Viviana Altamura ha sottolineato: «Ritrovare noi stessi attraverso le nostre coscienze è davvero bello e ci deve costringere a riflettere su ciò che siamo, su quello che facciamo e su ciò che possiamo trasmettere ai nostri cari e alla nostra comunità». Altamura ha poi richiamato il valore identitario dell’evento: «Dobbiamo portare in alto i nostri valori, soprattutto per il riconoscimento del nostro Santo, San Valentino, che è di Terni». Monsignor Francesco Antonio Soddu ha evidenziato il nucleo spirituale dello spettacolo: «Dio è la coscienza, Dio è l’anima. “Cercami in te” è la base fondamentale per fare scelte e costruire il progresso».
Premio San Valentino Terni 2026, i premiati e il valore del bene comune
La cerimonia di premiazione del Premio San Valentino Terni 2026, condotta da Altamura, Ferranti e Donatella Pellerucci, ha riconosciuto l’impegno di eccellenze del territorio. Silvia Camillucci (Cesvol Terni), premiata per il Volontariato, ha ricordato che «l’amore non è solo sentimento, ma gesto concreto di cura e attenzione verso chi è in difficoltà. Il vero bene è silenzioso, ma costruisce cose importanti». Francesco Maria Giuli (Molly and Partners) ha sottolineato l’impegno dell’impresa verso il bene comune: «Facciamo molto per la città, ma sempre con uno sguardo alla comunità». Il professor Alessandro Montrone, dell’Università degli Studi di Perugia, ha ribadito la necessità di un’economia fondata su etica e sostenibilità, capace di mettere al centro il sociale e non solo il profitto. Emozionante l’intervento della dottoressa Manuela Margaritelli dell’Ospedale Santa Maria di Terni, che ha raccontato l’esperienza all’Hospice: «Non è la fine di tutto, ma l’inizio. L’amore trasfigura anche la morte». Il premio per l’Economia è stato assegnato al presidente della Fondazione Carit Emiliano Strinati. Pellerucci ha letto un messaggio in cui il presidente ha ricordato oltre trentatré anni di attività sul territorio nel segno dell’utilità sociale, della trasparenza e della promozione culturale, dichiarandosi onorato di condividere il riconoscimento con l’intera comunità.








