Sul nuovo ospedale ora è scontro tra Bandecchi e Nevi

Intorno al tema del nuovo ospedale di Terni si susseguono battibecchi e attacchi di tipo politico. Non più solo gli scontri tra Comune e Regione. Ora la diatriba arriva a coinvolgere anche Raffaele Nevi, parlamentare di Forza Italia. Tra un’intervista al Corriere dell’Umbria e una dichiarazione a Tele Galileo, anche l’esponente di centro destra, ternano, dice la sua sulla questione. Ne ha sia per la Regione che per il Comune di Terni, invitandoli a non continuare una sterile polemica reciproca. Parla anche del sindaco Stefano Bandecchi e del suo “mettere in caciara” temi come quello del nuovo ospedale. Il primo cittadino risponde alle parole di Nevi e lo fa tra i suoi canali social e il sito ufficiale del Comune di Terni.

Comune e Regione si sbrighino

Da Raffaele Nevi, un invito a Regione e Comune ad abbandonare le polemiche e cercare soluzioni concrete. “Non possono continuare – afferma – ad accapigliarsi sul nulla. La Regione deve prendere in mano la situazione e in tempi rapidissimi decidere se coinvolgere l’Inail in risorse per un progetto tutto pubblico o se continuare con il project financing, andando una volta per tutte a definire la localizzazione della nuova struttura. Anche perché si rischia pure, se non si decide entro il 2026, di perdere anche i fondi Inail, per 280 milioni, che verrebbero utilizzati per altre cose“. Il parlamentare forzista ha anche criticato l’atteggiamento del sindaco, che starebbe a suo avviso “buttando in caciara” il tema del nuovo ospedale per la città di Terni.

L’Inail non è la Caritas

La replica del sindaco, arriva. Bandecchi parla di “parole arroganti, offensive e poco intelligenti” da parte dei Nevi. “E’ portavoce nazionale di Forza Italia – dice – ma assente totalmente dalla vita ternana e umbra, o con poca attenzione verso la stessa“. Sui fondi Inail, replica: “Sono prestiti, non soldi pubblici. Questo dimostra l’incapacità politica e amministrativa dell’onorevole. Che dimentica pure che l’Inail costruisce, affitta e alla fine vende prodotti vecchi di 25 anni a cifre tre volte più care rispetto al sistema bancario. Lecito, perché l’inail assicura tutti i lavoratori quindi deve garantire sicurezza e ricchezza, ma non può essere confuso con la Caritas“. Poi manda un messaggio sarcastico, allo stesso Nevi: “Un umile suggerimento, quello di informarsi prima di parlare di edilizia sanitaria e di essere più rispettoso delle istituzioni della sua città. Il rodimento non consente di dire sciocchezze. Con l’occasione, ci saluti il consigliere Ferranti“.

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