Il consiglio comunale di Terni ha affrontato giovedì 12 febbraio il caso dei quattro bambini dell’asilo nido comunale Arcobaleno usciti autonomamente dalla struttura a metà ottobre durante l’orario scolastico. I piccoli, di età compresa tra i 12 e i 36 mesi, hanno lasciato l’edificio attraverso un cancello rimasto socchiuso, con uno di loro recuperato da un passante in una strada adiacente.
La questione è stata sollevata in aula dal consigliere Marco Celestino Cecconi di Fratelli d’Italia, che aveva portato il caso in consiglio immediatamente dopo l’accaduto. La quarta commissione consiliare ha effettuato un sopralluogo presso la struttura, mentre le risposte ufficiali sono state fornite dal vicesindaco Riccardo Corridore.
Le domande del consigliere Cecconi
Durante l’intervento, Cecconi ha definito l’episodio «un fatto inverosimile», sottolineando la gravità potenziale dell’accaduto. Il consigliere ha evidenziato che uno dei bambini è stato trovato «a due passi da via di Vittorio, in un’arteria ad alto traffico», richiamando l’attenzione sul pericolo corso dai minori.
Le richieste avanzate dall’esponente di opposizione hanno riguardato le misure adottate dall’amministrazione, l’eventuale avvio di un’indagine sulla presenza numerica del personale e sulle attività svolte in quel momento. Cecconi ha inoltre sollecitato chiarimenti sull’esistenza di difformità nei sistemi di protezione, sulla relazione del coordinatore pedagogico e sul coinvolgimento delle famiglie per ripristinare la fiducia nel servizio.
La ricostruzione dell’amministrazione comunale
Il vicesindaco Corridore ha riconosciuto la serietà dell’episodio, pur sostenendo che sia stato «ingigantito». L’amministrazione ha risposto con interventi immediati: installazione di molle meccaniche a tutti i cancelli degli asili comunali, potatura della siepe che limitava la visuale all’ingresso dell’Arcobaleno e progettazione di un’ulteriore recinzione.
Dalla ricostruzione ufficiale emerge che una madre, al momento del ritiro del proprio figlio, non avrebbe chiuso correttamente il cancello. «Da lontano sembrava chiuso e la siepe lo copriva. I bambini giocano spesso in quell’area e, trovandolo socchiuso, alcuni sono usciti nell’area circostante», ha spiegato Corridore.
Il personale educativo si sarebbe accorto immediatamente dell’accaduto, fermando i piccoli con l’aiuto di un passante. Il Comune ha inviato note formali al personale educativo e ausiliario della cooperativa, richiamando a una maggiore attenzione sulla vigilanza dei bambini. I genitori sono stati convocati nella stessa giornata e sono seguite interlocuzioni dirette con l’assessore Altamura.
Botta e risposta tra le parti
Cecconi ha manifestato insoddisfazione per le risposte ricevute, affermando che «non è stata fatta piena chiarezza» e che «la presenza degli insegnanti risultava significativa». Il consigliere ha inoltre criticato il tentativo di «attribuire la responsabilità alle amministrazioni precedenti perché non avevano installato una molla al cancello».
Nella replica per fatto personale, il vicesindaco ha respinto le accuse: «Parlare di responsabilità dell’amministrazione comunale è infondato». Corridore ha precisato che «non siamo noi a poter decidere le sanzioni» e che l’impegno della giunta è stato quello di «far mettere le molle alle porte», aggiungendo che «non è che una nostra delibera ha detto di far uscire i bambini».
Richiamando il verbale ufficiale, Corridore ha affermato: «Le risposte sono lì, ed è un verbale chiaro». Sulle educatrici ha ribadito: «Hanno visto i bambini e gli sono andate dietro». Rivolgendosi direttamente a Cecconi, ha aggiunto: «Se lei afferma che non è così, allora dovrà denunciarle per falso ideologico».
Il vicesindaco ha concluso l’intervento sottolineando che «il fatto è grave, fortunatamente non è accaduto nulla», stigmatizzando però «l’uso politico e demagogico» dell’episodio: «Non ce la si può prendere con l’amministrazione o con il dirigente».