Mancano le ostetriche, consultori di Terni e Orvieto in affanno

Fp Cgil denuncia il rischio per i servizi alla cittadinanza nell'Usl Umbria 2: mancano équipe multidisciplinari e personale sanitario

La grave carenza di personale sanitario nei consultori familiari di Terni e Orvieto sta mettendo a rischio l’erogazione dei servizi essenziali alla cittadinanza. A lanciare l’allarme è Andrea Pitoni, segretario generale della Fp Cgil Terni, che denuncia come la mancanza di ostetriche e altre figure professionali nel territorio della Usl Umbria 2 stia compromettendo il funzionamento di queste strutture pubbliche fondamentali per la salute riproduttiva e la prevenzione. La situazione riflette un problema nazionale causato dai tagli progressivi alla sanità pubblica.

In Italia il rapporto tra consultori e popolazione è drammaticamente peggiorato rispetto alle previsioni normative. La legge nazionale prevede un consultorio familiare ogni 20mila abitanti, ma la realtà attuale mostra una media di uno ogni 32mila residenti, con una riduzione del 40% rispetto agli standard. Questa contrazione numerica si accompagna a un impoverimento delle équipe professionali: la maggior parte dei consultori non dispone di tutte le figure previste, tra cui psicologhe, ginecologhe, ostetriche, assistenti sociali e mediatrici culturali.

“I consultori hanno avuto e hanno un ruolo fondamentale di presidio pubblico di salute e diritti, ma oggi sono sotto attacco”, ha dichiarato Pitoni, sottolineando come i ripetuti tagli alla sanità pubblica abbiano ridotto drasticamente sia il numero delle strutture sia il personale sanitario, sociosanitario e amministrativo impiegato.

Il sindacato chiede alla Direzione generale dell’azienda sanitaria interventi urgenti attraverso assunzioni mirate che garantiscano la costituzione di équipe multidisciplinari complete, senza obiettori di coscienza. Secondo Fp Cgil Terni, è necessario permettere percorsi assistenziali continuativi, anche con la presenza di psicologi, per tutto l’arco della vita dei cittadini.

Tra le priorità indicate dal segretario generale figura la piena applicazione della Legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza e delle Linee di indirizzo del Ministero della Salute. Il sindacato rivendica inoltre l’attivazione dei Percorsi nascita per tutte le famiglie con neonati entro sette giorni dalla nascita e per almeno sei mesi successivi.

“Noi continueremo a batterci affinché tornino a essere il luogo privilegiato della presa in carico per tutti i bisogni di salute previsti dalla Legge che li ha istituiti, innovandone le pratiche e garantendo i lavoratori”, ha affermato Pitoni, evidenziando come lo smantellamento dei consultori equivalga alla demolizione di servizi pubblici essenziali.

I consultori familiari rappresentano infatti presidi fondamentali per la salute sessuale e riproduttiva, la prevenzione della violenza di genere, il contrasto al disagio giovanile e familiare, l’educazione all’affettività e alla sessualità, oltre che per la tutela della salute delle donne lungo tutto il corso della vita.

La Fp Cgil Terni ha quindi chiesto formalmente alla Direzione generale aziendale di “mettere in atto, con urgenza, tutte le procedure di reclutamento disponibili per permettere il reintegro del personale andato progressivamente in quiescenza in queste strategiche strutture sanitarie”. La richiesta nasce dalla necessità di invertire un trend negativo che vede il progressivo pensionamento del personale senza adeguate sostituzioni.

Il problema evidenziato nel territorio ternano e orvietano si inserisce in un quadro nazionale preoccupante che vede i consultori familiari sempre più impoveriti di risorse umane ed economiche, nonostante il loro ruolo strategico nel sistema sanitario pubblico per garantire diritti fondamentali e servizi di prossimità alle comunità locali.

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1 mese fa

CE NE SONO TANTE! BASTA ASSUMERLE!!!

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