Il consigliere comunale PD Leonardo Patalocco ha presentato durante l’ultimo consiglio comunale di Terni un pacchetto di cinque proposte operative per consentire alla città di sfruttare al meglio le opportunità offerte dalla Zes Umbria. L’intervento nasce dalla discussione sui vantaggi che le realtà produttive del territorio possono trarre dallo strumento recentemente esteso a Umbria e Marche, e delinea un ruolo attivo per l’amministrazione comunale come facilitatore degli investimenti.
Le caratteristiche della Zes per il territorio ternano
Come evidenziato da Patalocco, lo strumento prevede provvedimenti di semplificazione amministrativa per tutta la Regione Umbria e misure di credito d’imposta che riguardano tuttavia solo 37 comuni, dei quali soltanto tre insistono nella provincia di Terni: Narni, Sangemini e Terni. Non tutti i settori possono beneficiare delle misure previste: risultano infatti esclusi la siderurgia, l’industria carbonifera, l’energia, la banda larga e il credito. Una limitazione significativa per un territorio come quello ternano, storicamente caratterizzato dalla presenza siderurgica.
La Regione Umbria, attraverso la presidente Stefania Proietti, sta lavorando per estendere il numero dei comuni coinvolti dal provvedimento, in coordinamento con le Marche. Durante la recente riunione della Cabina di regia Zes tenutasi a Palazzo Chigi, Proietti ha sottolineato l’importanza di inserire nel Piano strategico tutti i codici Ateco riferiti ai settori economici, garantendo la più ampia accessibilità agli strumenti di incentivazione.
Le cinque linee direttrici per Terni
Per massimizzare l’impatto della Zes sul territorio ternano, Patalocco ha individuato cinque assi strategici di intervento per l’amministrazione comunale.
La prima proposta riguarda la promozione di un hub della logistica e intermodalità. Terni occupa una posizione baricentrica tra l’Adriatico e il Tirreno, e il Comune dovrebbe puntare sul potenziamento della piastra logistica e dell’interporto, posizionando la città come retroporto naturale del Centro Italia, capace di connettere le rotte Zes del Sud con il Nord.
La seconda linea prevede l’istituzione di una task force per la burocrazia zero, un ufficio dedicato che assista le imprese a navigare nello Sportello Unico Nazionale. L’obiettivo dichiarato è garantire tempi certi e rapidi, rendendo Terni più veloce e competitiva rispetto ad altri territori.
Il terzo punto riguarda incentivi comunali complementari: tagli all’IMU o alla TARI per le imprese che decidono di insediarsi in aree industriali dismesse, condizionando i benefici alla creazione di nuova occupazione locale. Si tratta di misure che andrebbero ad affiancare gli strumenti nazionali previsti dalla Zes.
La quarta proposta punta sulla specializzazione in green economy e bio-economy. Considerata l’esclusione della siderurgia di base dai benefici Zes, il consigliere suggerisce di orientarsi verso la filiera a valle, come la meccanica di precisione, e sui settori innovativi legati al polo chimico, come la produzione di biomateriali e la gestione sostenibile dell’energia, settori pienamente compatibili con le agevolazioni.
Infine, la quinta linea direttrice prevede di incentivare la formazione e lo sviluppo dell’imprenditoria giovanile e delle startup, fornendo servizi, infrastrutture adeguate e incentivi mirati.
I risultati della Zes Unica a livello nazionale
Durante la riunione di Palazzo Chigi, il sottosegretario Luigi Sbarra ha presentato dati significativi sull’efficacia della Zes Unica. Negli ultimi due anni sono state rilasciate oltre mille autorizzazioni, con un incremento superiore al 250 per cento rispetto al biennio 2022-2023. I numeri parlano di circa 6 miliardi di euro di investimenti autorizzati e più di 17.800 ricadute occupazionali stimate. Sul fronte del credito d’imposta, sono pervenute all’Agenzia delle Entrate oltre 17.300 domande, sostenute da uno stanziamento di 6,1 miliardi a supporto di più di 12,4 miliardi di investimenti complessivi.
La legge di stabilità assicura uno stanziamento di 4 miliardi e 50 milioni per il prossimo triennio, garantendo continuità e pianificazione strutturata degli investimenti. La semplificazione amministrativa prevede lo snellimento delle procedure burocratiche con autorizzazioni rilasciate entro due mesi per tutte le imprese operanti in Umbria.
Verso una strategia integrata per il territorio
Secondo Patalocco, il compito dell’amministrazione comunale deve essere quello di creare un “humus strategico” per le imprese che investono nel territorio ternano, mettendo a sistema anche quei provvedimenti già forniti in passato per favorire la ripresa economica della città, come le misure legate alla zona sisma e all’area di crisi complessa.
La presidente Proietti ha annunciato la costituzione di una Struttura di missione regionale in Umbria per seguire in modo continuativo tutte le fasi di applicazione del Piano strategico, gestire le istanze degli investitori e fornire chiarimenti tecnici alle imprese. È inoltre prevista, in sinergia con le Marche, la realizzazione di una piattaforma informatica dedicata a tutti i progetti di investimento autorizzati nell’ambito della Zes.
La Zes rappresenta per Terni uno strumento strategico che richiede un approccio proattivo da parte dell’amministrazione locale per tradursi in concrete opportunità di sviluppo e occupazione.