Parcheggio largo Manni, il Tar condanna il Comune di Terni: risarcimento da 176mila euro

Scontro tra Parcheggi Italia Spa e Comune: dai 12 milioni richiesti ai 176mila euro stabiliti dal Tar Umbria

Palazzo Spada

Nuovo capitolo nella lunga vicenda giudiziaria sul parcheggio di largo Manni a Terni. Il Tar Umbria ha accolto la domanda di ottemperanza presentata da Parcheggi Italia Spa, condannando il Comune di Terni al pagamento di 176.072 euro, oltre interessi legali e rivalutazione monetaria.

La decisione arriva dopo anni di contenzioso legato alla mancata esecuzione della sentenza del Tar del 4 maggio 2022, poi confermata dal Consiglio di Stato il 29 novembre 2023, relativa alla quantificazione del danno subito dalla società.

Risarcimento parcheggio Largo Manni: la richiesta da 12 milioni

La battaglia legale si è concentrata sulla quantificazione del risarcimento del danno.

Parcheggi Italia aveva inizialmente stimato il danno in 11.925.588 euro, includendo rivalutazione monetaria e interessi legali. Al netto di tali voci, la cifra era pari a circa 5,7 milioni di euro.

Il Comune di Terni, con atto del 16 maggio 2025, ha respinto la richiesta definendola:

  • sproporzionata rispetto ai presupposti accertati

  • fondata su proiezioni astratte e ipotetiche

  • priva di riscontro in dati contabili concreti

L’amministrazione aveva proposto una quantificazione di appena 9.000 euro, aprendo un nuovo scontro tra le parti.

Il nodo dei dati contabili e la valutazione del Tar Umbria

Secondo i giudici amministrativi, la distanza tra le ipotesi di liquidazione era “notevole”: 9mila euro contro oltre 5,6 milioni.

Il Tar ha evidenziato come la difficoltà nella quantificazione del danno sia dipesa anche dalla mancata produzione, da parte della società, di dati contabili disaggregati relativi alla gestione del parcheggio sotterraneo di largo Manni.

I magistrati hanno sottolineato che sarebbe stato utile conoscere eventuali incrementi degli incassi in relazione a:

  • 1998: parziale istituzione della sosta a pagamento in corso del Popolo

  • 2008: completa istituzione della sosta a pagamento nella stessa area

  • 2013: regolamentazione dell’accesso all’area mercatale di largo Manni

  • 2019: istituzione della sosta a pagamento in via Bazzani

Dati che avrebbero consentito una stima presuntiva del danno subito durante il periodo di inadempimento dell’amministrazione.

Il Tar ha inoltre definito “implausibile” la giustificazione della società circa l’assenza di una contabilità separata del parcheggio, ritenendo non credibile che un’impresa non sia in grado di ricavare dati specifici su costi, ricavi e utili di un ramo d’azienda.

Non ritenuta attendibile nemmeno la stima secondo cui, con l’introduzione della sosta a pagamento nelle aree pubbliche scoperte, metà dell’utenza si sarebbe riversata nel parcheggio gestito dalla società.

La decisione finale: 176mila euro al posto di milioni

Arrivando al dispositivo, il Tar Umbria ha quantificato in 176.072 euro l’importo complessivo dovuto dal Comune di Terni a Parcheggi Italia, con riferimento alle vicende legate a:

  • via Bazzani

  • corso del Popolo

  • largo Manni

La quota principale, circa 106mila euro, riguarda la tardiva istituzione della sosta a pagamento in corso del Popolo.

Sulla somma stabilita dovranno essere applicati interessi legali e rivalutazione monetaria.

La domanda di ottemperanza è stata quindi accolta, con condanna dell’ente al pagamento. La sentenza porta la firma del presidente del Tar Pierfrancesco Ungari e dell’estensore Floriana Venera Di Mauro. Per il Comune, l’iter è stato seguito dal dirigente Federico Nannurelli.

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