Il Tribunale di Terni ha dato il via libera al piano di composizione negoziata del debito presentato per la Moplefan, l’azienda specializzata nella produzione di film in polipropilene che occupa circa 90 dipendenti e che ha cessato l’attività produttiva dallo scorso Luglio. Ne riferisce Umbria 24. L’avvocato Francesco Angeli, nominato curatore, ha illustrato la proposta durante l’udienza alla quale hanno assistito una trentina di lavoratori e rappresentanti sindacali. La procedura mira a scongiurare il fallimento dell’impresa, nata dalle ceneri della Treofan, attraverso l’alienazione di asset patrimoniali e altre operazioni di risanamento.
La situazione occupazionale e le difficoltà dei lavoratori
L’emergenza più urgente riguarda la condizione dei dipendenti, attualmente privi di copertura economica. La richiesta di cassa integrazione straordinaria resta bloccata in attesa del parere dell’Ispettorato del Lavoro e della successiva approvazione da parte del ministero del Lavoro. I tempi necessari per completare le operazioni previste dal piano di risanamento, incluse le alienazioni patrimoniali, determineranno probabilmente anche quelli delle entrate economiche a favore dei lavoratori.
Durante l’udienza in tribunale erano presenti gli avvocati dei creditori, che non hanno sollevato opposizioni al piano proposto. Ora il giudice dovrà valutarne la congruità prima di procedere ulteriormente. Questo primo passo rappresenta un segnale importante, ma tra i dipendenti permane una forte preoccupazione per il futuro occupazionale e per la mancanza di sostegno economico immediato.
Le ipotesi di rilancio industriale
Parallelamente alla procedura giudiziaria, si stanno esplorando diverse soluzioni sul fronte industriale. Durante l’ultimo tavolo al ministero delle Imprese e del Made in Italy, tenutosi il 3 febbraio scorso, sono state discusse concrete possibilità di ripresa della produzione. Tra le opzioni considerate figura l’ingresso di un nuovo socio nel capitale sociale di Moplefan, operazione che potrebbe beneficiare della garanzia di Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa.
Un’alternativa prevede invece la ricapitalizzazione da parte degli attuali azionisti dell’azienda. Entrambe le ipotesi sono attualmente sul tavolo e verranno ulteriormente approfondite nel prossimo incontro ministeriale, già calendarizzato per il 3 marzo. L’esito positivo della procedura di composizione negoziata potrebbe aprire nuovi scenari sia sul piano industriale che su quello occupazionale, offrendo concrete prospettive di salvataggio per l’azienda ternana.
Il percorso verso il risanamento
La procedura negoziata del debito rappresenta uno strumento giuridico finalizzato a evitare il fallimento attraverso un accordo con i creditori e un piano di ristrutturazione aziendale. Nel caso di Moplefan, questo percorso prevede diverse fasi che richiederanno tempi tecnici ancora da quantificare con precisione. L’avvocato Angeli, in qualità di curatore, avrà il compito di gestire le operazioni di alienazione degli asset patrimoniali e coordinare tutte le iniziative necessarie per il risanamento dell’impresa.
La produzione completamente ferma da luglio scorso rappresenta un elemento critico che incide pesantemente sulla situazione economica dei lavoratori e sulla sostenibilità complessiva dell’azienda. La combinazione tra procedura giudiziaria e negoziati a livello ministeriale delinea un quadro complesso nel quale ogni singolo passaggio risulta determinante per definire il destino dell’azienda e dei suoi dipendenti.