Il tribunale di Terni ha dato il via libera alla liquidazione controllata di un uomo residente nella provincia, che si trovava in difficoltà a causa di un sovraindebitamento di poco superiore ai 300.000 euro. La sentenza, emessa il 20 febbraio 2026, permette al debitore di affrontare la situazione in maniera ordinata, garantendo un processo che, se correttamente seguito, potrebbe portare alla esdebitazione.
Come funziona la liquidazione controllata
La liquidazione controllata è una procedura prevista dal Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, che consente a chi si trova in difficoltà finanziaria di ristrutturare il proprio debito. In questo caso, la difficoltà maggiore per l’uomo era legata al mutuo sulla casa familiare, con una perdita significativa della capacità reddituale. L’unica entrata mensile disponibile era di circa 1.000 euro dalla Naspi, una somma insufficiente a coprire l’intero indebitamento.
Blocco delle azioni esecutive e possibilità di ripartire
Con l’approvazione della liquidazione, i beni del debitore vengono messi a disposizione della procedura e le azioni esecutive individuali vengono bloccate. Non ci saranno ulteriori pignoramenti né altre iniziative da parte dei creditori, consentendo al debitore di concentrarsi sulla ripresa. Se la documentazione e i comportamenti saranno corretti durante l’iter, il debitore potrà ottenere l’esdebitazione, liberandosi definitivamente dal peso del debito.
Il ricorso per la liquidazione controllata è stato seguito dall’avvocato Debora Castellani, che ha assistito il cliente nel percorso legale.