Le Zone di controllo del vicinato, ora, sono una realtà e sono pure segnalate. Come a fare da monito e da avvertimento a eventuali malintenzionati che in quella parte di città ci sono i cittadini che vigilano e che in caso di situazioni poco chiare avvertono subito le forze dell’ordine. I cartelli, comparsi da poco, sono stati anche subito mostrati dal sindaco Stefano Bandecchi suo suoi canali social. Nel frattempo, si continua a cercare di reclutare volontari per il progetto, visto che al momento sono ancora arrivate in Comune poche adesioni.
Primi frutti
I cartelli rotondi sono stati piazzati in nove punti della città, corrispondenti alle zone sottoposte al controllo di vicinato. Nel centro cittadino, la segnaletica è visibile in via di Porta Sant’Angelo, via Istria, piazza Tacito, piazza Dalmazia, via Carrara, via Garibaldi e via Eugenio Chiesa, mentre le zone periferiche per ora segnalate sono Borgo Bovio, la zona tra l’acciaiereia e Prisciano. In tutte queste zone, i volontari residenti, in collaborazione con la Polizia locale e con le forze dell’ordine, contribuiscono a segnalare eventuali disordini. Tra l’altro, il sindaco, sui social, fa sapere che in un punto di Terni la misura ha già dato dei primi frutti, visto che in un commento del 3 marzo afferma che quelli che verranno sorpresi e segnalati “andranno in galera come quell di stamani e ci resteranno“.
Come funziona il Controllo di vicinato
Il Controllo del vicinato, istituito tramite un apposito protocollo d’intesa firmato con la Prefettura, intende dare un aiuto alle forze dell’ordine nella prevenzione dei crimini, aumentando la percezione di sicurezza e di controllo. Ci si avvale dei gruppi di vicinato con i loro coordinatori e delle forze di polizia statali e locali. Ogni gruppo è chiamato ad osservare con attenzione cosa accade nel territorio di propria competenza, segnalando poi alle forze dell’ordine tramite il coordinatore, eventuali situazioni anomale. Inoltre, ha il compito di collaborare con i vicini pure attraverso comportamenti di reciproca assistenza, come ad esempio il sostegno a chi è in difficoltà o a persone anziane e sole. Per aderire, c’è un modulo da compilare e da presentare in Comune. Al momento, di domande di questo tipo ne sono arrivate poco più di una ventina. Ancora poche.