Moplefan, spiraglio per i 120 lavoratori: investitore e nuova cigs all’orizzonte

Tavolo al Mimit sblocca la crisi dell'azienda ternana: chiusa positivamente l'indagine ispettoriale, avanza il piano strategico e spunta una proposta di ricapitalizzazione

Un incontro al ministero del Made in Italy (Mimit) a Roma ha rimesso in moto il percorso per uscire dalla crisi di Moplefan, lo stabilimento ternano del Polo Chimico di proprietà della società polacca Visopack, produttrice di film plastico polipropilenico nata dalle ceneri della Treofan. Al tavolo si sono seduti proprietà, sindacati ed enti locali per fare il punto sulla procedura di composizione negoziata della crisi, con novità concrete che aprono prospettive più concrete per i circa 120 lavoratori, gran parte dei quali non percepisce lo stipendio dallo scorso novembre.

Indagine ispettoriale chiusa: torna la cigs

La prima buona notizia riguarda la cassa integrazione guadagni straordinaria. L’ispettorato del lavoro ha concluso positivamente l’indagine sulla Cigs 2023-2025, precedentemente revocata per incongruenze nella documentazione presentata dall’azienda. La chiusura favorevole dell’iter ispettoriale rende ora concretamente più vicina la riapertura della cassa integrazione, strumento atteso con urgenza dai dipendenti che si trovano senza reddito da mesi.

Il piano strategico e la cessione degli asset

Sul fronte industriale procede regolarmente l’iter del piano strategico presentato da Visopack per la riduzione del debito, già approvato nelle scorse settimane dal tribunale di Terni. Il primo passaggio operativo previsto dal piano è la cessione di alcuni asset aziendali entro la fine di marzo: un’operazione che consentirà un’immediata immissione di liquidità nelle casse della società, aprendo la strada — si auspica — al pagamento di una parte delle spettanze arretrate nei confronti dei lavoratori.

Un investitore per la ricapitalizzazione

La notizia più attesa riguarda però la possibile evoluzione della compagine societaria di Moplefan. Sul tavolo del Mimit sarebbe approdata la proposta concreta di un investitore esterno interessato a entrare nell’azionariato attraverso un’operazione di ricapitalizzazione. Sull’identità del soggetto è stato mantenuto il massimo riserbo, ma Visopack ha confermato che la ricerca di nuovi partner industriali — sia in Italia che all’estero — non si è mai interrotta. Un segnale che rafforza la volontà della proprietà polacca di mantenere attivo lo storico stabilimento ternano.

La composizione negoziata della crisi

Il contesto in cui si inseriscono tutte queste novità è quello della composizione negoziata della crisi, strumento giuridico introdotto per agevolare il risanamento di imprese in difficoltà evitando procedure concorsuali più invasive. Nel caso di Moplefan, l’istituto si è rivelato il canale attraverso cui proprietà, istituzioni e rappresentanze sindacali continuano a confrontarsi in modo strutturato, con la supervisione del ministero e il coinvolgimento diretto del tessuto istituzionale locale.

Prossimo appuntamento il 6 aprile

Il percorso è ancora lungo e non privo di incognite, ma la traiettoria tracciata al Mimit indica una direzione. La prossima riunione al ministero del Made in Italy è già fissata per il 6 aprile, data in cui si verificherà lo stato di avanzamento della cessione degli asset, l’evoluzione della trattativa con il potenziale investitore e le prospettive concrete per la riattivazione della cassa integrazione a beneficio dei lavoratori di Moplefan.

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