Violenza di genere e casi da Codice rosso, a Terni l’incidenza raddoppia

Incremento generale dei reati e dei procedimenti avviati nel 2025 in tutta l'Umbria

Non bastano più giornate dedicate, scarpe rosse, o continui appelli. L’allarme resta alto. In Umbria e anche a Terni, i casi di violenza sulle donne da Codice rosso sono in sensibile aumento. I dati dell’anno 2025, resi noti dalla Procura generale di Perugia in occasione dl’approssimarsi della giornata dell’8 marzo nella quale ricorre la festa delle donne, mostrano un quadro preoccupante. In una regione che ha registrato nello steso anno tre femminicidi, i numeri parlano di 1.316 reati iscritti ai procedimenti da Codice rosso e quasi 600 procedimenti ad esso riconducibili. Solo su Terni questi procedimenti sono quasi raddoppiati respetto ai due anni precedenti.

Anche tra i giovanissimi

In relazione al solo dato della provincia ternana, i numeri della Procura generale di Perugia fanno riferimento a 380 nuovi procedimenti, cioè più di uno per ogni giorno dell’anno. Non mancano, nella fattispecie, anche procedimenti nei quali si è reso indispensabile adottare misure cautelari nell’immediatezza dei fatti, che in tutta la regione sono stati 300. Da notare anche l’aumento di casi e procedimenti da Codice rosso anche nei rapporti tra giovanissimi e adolescenti. I numeri forniti sono statti dedotti attraverso quanto raccolto dalle procure del distretto umbro e derivanti per lo più da strumenti previsti dagli articoli del codice di procedura penale che disciplinano metodologie rafforzate di tutela delle vittime, come l’audizione tempestiva della persona offesa e il monitoraggio dei procedimenti da parte della Procura generale.

L’impegno

Tra l’altro, il Procuratore Generale Sergio Sottani è stato impegnato a Roma, alla Procura Generale della Corte di Cassazione, in una riunione dedicata all’esame e al confronto sulla nuova disciplina del femminicidio e sui più recenti interventi normativi in materia di Codice rosso, a testimonianza di un impegno istituzionale costante sul piano del coordinamento nazionale e dell’evoluzione degli strumenti di contrasto a questo fenomeno che continua ad assumere proporzioni più ampie e, di conseguenza, preoccupanti.

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