Da oggi, 7, al 14 marzo le sale storiche di Palazzo Eroli, nel centro di Narni, ospiteranno la mostra d’arte contemporanea Il Silenzio delle Pietre, un evento che mette in relazione la creatività contemporanea con uno dei contesti architettonici più significativi dell’Umbria.
L’inaugurazione è prevista per oggi alle ore 16.30, momento che segnerà l’avvio di un percorso espositivo dedicato alla sperimentazione artistica e al dialogo tra diverse discipline.
La mostra è organizzata dal progetto Infinito Arte e curata dal critico e giornalista Christian Humouda, promotore di un’iniziativa che punta a creare una rete tra artisti emergenti e affermati. L’obiettivo è valorizzare spazi di grande valore storico attraverso linguaggi espressivi contemporanei, dando vita a un confronto diretto tra passato e presente.
Il percorso espositivo mette in relazione arte, architettura e memoria, offrendo ai visitatori un’esperienza immersiva all’interno delle suggestive sale rinascimentali del palazzo.
Il dialogo tra arte contemporanea e architettura storica
Uno degli elementi centrali della mostra è il rapporto tra le opere e lo spazio che le ospita. Le creazioni esposte instaurano un dialogo diretto con l’architettura di Palazzo Eroli, generando un contrasto visivo e concettuale tra la solidità della storia e le sperimentazioni dell’arte contemporanea.
Il percorso espositivo presenta pittura, scultura e ricerca materica, alternando linguaggi e tecniche differenti. Le opere sono state pensate per accompagnare il visitatore in un itinerario di osservazione lenta e consapevole, dove ogni lavoro dialoga con l’ambiente circostante.
In questo contesto, l’arte diventa uno strumento per reinterpretare la memoria dei luoghi, trasformando le sale storiche del palazzo in uno spazio dinamico di ricerca e sperimentazione.
Narni e Palazzo Eroli come laboratorio culturale
La scelta della città di Narni e di Palazzo Eroli non è casuale. Il territorio umbro rappresenta un crocevia di storia, arte e tradizioni, caratteristiche che contribuiscono a rendere la mostra un’esperienza culturale ancora più significativa.
Il palazzo, con le sue stratificazioni architettoniche e artistiche, diventa parte integrante del progetto curatoriale. L’incontro tra il patrimonio storico e la creatività contemporanea trasforma lo spazio espositivo in un vero laboratorio artistico, capace di stimolare nuove interpretazioni e letture del passato.
Durante la settimana della mostra sono inoltre previsti incontri con gli artisti, momenti di approfondimento critico e visite guidate rivolte a collezionisti, appassionati d’arte e operatori del settore culturale. Queste iniziative permetteranno di approfondire i temi del progetto e di conoscere da vicino il lavoro degli artisti coinvolti.

Gli artisti protagonisti della mostra
L’esposizione riunisce un ampio gruppo di artisti provenienti da percorsi e sensibilità differenti. Tra i partecipanti figurano: Laura Alescio, Cristina Brivonese, Krystyna Burek, Alvaro Caponi, Claudia Nicoletta Carrubba, Michela Casaccia, Giorgio Collauto, Piergiorgio Dessì, Franca Fanti, Lorena Ferrari, Benedetto Fiori, Guido Formenti, Valentina Foti, Giancarlo Gaggero, Andy H, INK, Concetta Lepore (Tina), Giorgio Lupano, Giuseppina Montopoli, Yelyzaveta Ovcharenko, Simonetta Pantalloni, Alessandro Pellegrini, Elisabetta Pienti, Cristina Po, Rossella Quebella, Enrico Ristori, Chiara Roggero, Nunzia Romeo, Giovanni Santarelli, Benz (Francesco Santangelo), Sandro Di Mattia, Simona Stegariu, Daniela Tamburello, Lara Valentino e Nadiya Yatsulchak.
La pluralità degli artisti coinvolti rappresenta uno dei punti di forza della mostra, che propone una visione ampia e articolata della ricerca artistica contemporanea.