L’impresa umbra è sempre più donna. Non nel senso numerico ma in quello del consolidamento nel tessuto economico e produttivo. In Umbria, infatti, risulta che le imprese guidate da donne siano in calo, ma allo stesso tempo si consolidano la presenza e il peso specifico di quelle esistenti, anche attraverso l’incremento di addetti. I numeri del’indagine di Unioncamere legate a un raffronto tra la situazione prima della pandemia Covid e lo stato dei fatti aggiornato al 2025, evidenzia questo aspetto. Nello specifico, sebbene cali il numero di imprese femminili in Umbria, salgono l’occupazione, il numero di addetti non familiari e la solidità delle imprese a guida femminile già esistenti. I settori in cui ci sono più imprese in rosa sono agricoltura, commercio e ristorazione, ma salgono quelle dei settori tecnologici e informatici.
Assumono di più
Le cifre, nel dettaglio, dicono che in Umbria, dal 2019 al 2025, il numero di imprese femminili è passato da 20.568 a 19.687, cioè 881 di meno, per un calo pari al 4,3%. Allo stesso tempo, però, l’occupazione sale di 185 unità, che è uno 0,4%. Specificatamente, cresce il numero di addetti non familiari, dunque di persone prese esternamente, passati da 33.362 a 35.637, per un +6,8%. Di contro, gli addetti familiari calano da 19.344 a 17.254, che è un -10,8%. Di tutti questi addetti, quelli assunti come dipendenti delle aziende sono passati dalla media di 1,62 prima della pandemia a quella di 1,81 del 2025.
Agricoltrici, commercianti, ma anche ‘tecnologiche’
Dall’indagine di Unioncamere emerge anche che rispetto al 2019 sono ora di meno le microimprese rette da donne, ma allo steso tempo sono cresciute di numero le aziende solide. “Il segnale – dice Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di commercio dell’Umbria – che l’imprenditoria femminile umbra sta evolvendo verso forme mediamente più strutturate e più solide. Accanto a questa trasformazione, considero particolarmente prezioso il lavoro svolto dal Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di commercio dell’Umbria, che rappresenta un punto di riferimento concreto per molte imprese guidate da donne e svolge un’attività importante di animazione, ascolto, orientamento e promozione, creando occasioni di incontro, crescita e consapevolezza“. Riguardo ai singoli settori, i numeri di fine 2025 dicono che le aziende femminili sono per lo più nell’agricoltura con 4.895 imprese. Seguono il commercio con 2.892 e il settore ricettivo e ristorativo con 2.260. Poi, nel terziario avanzato, ci sono 593 imprese nelle attività professionali, 834 di attività amministrative e 350 nel settore delle telecomunicazioni e dell’informatica.