In Umbria la carenza di medici di medicina generale risulta contenuta, ma emergono segnali che richiedono attenzione per il futuro del sistema sanitario regionale. È quanto evidenzia un’analisi nazionale della Fondazione Gimbe, che fotografa la situazione al 1° gennaio 2025: nella regione mancano 12 medici di base, calcolati sulla base del rapporto ottimale di un medico ogni 1.200 assistiti.
Il dato umbro appare meno critico rispetto al contesto nazionale. Il numero medio di assistiti per medico, infatti, si attesta a 1.223, inferiore alla media italiana pari a 1.383, indicando una pressione relativamente più bassa sui professionisti in servizio. Tuttavia, il quadro generale evidenzia dinamiche che potrebbero incidere sull’equilibrio del sistema nei prossimi anni.
L’analisi della Fondazione Gimbe si concentra sulle criticità normative e organizzative che regolano l’inserimento dei medici di medicina generale nel Servizio sanitario nazionale, mettendo in luce le difficoltà nel garantire un ricambio adeguato. In Umbria, uno degli elementi più rilevanti riguarda il futuro pensionamento di un numero significativo di professionisti.
Secondo le stime, infatti, entro il 2028 ben 116 medici di base raggiungeranno i 70 anni, età prevista per il pensionamento. Un dato che potrebbe determinare un impatto importante sulla disponibilità di medici sul territorio, soprattutto se non accompagnato da un adeguato ingresso di nuove figure professionali.
A questo si aggiunge il trend registrato negli ultimi anni. Tra il 2019 e il 2024, il numero dei medici di medicina generale in Umbria ha subito una riduzione del 17,6%, un calo più marcato rispetto alla media nazionale, che si ferma al 14,1%. Una diminuzione che evidenzia una progressiva contrazione della forza lavoro e che contribuisce a spiegare le criticità emerse nell’analisi.
Nonostante questo scenario, emergono anche segnali positivi sul fronte della formazione. Nel 2025, i partecipanti al concorso nazionale per il corso di formazione specifica in medicina generale hanno superato i posti disponibili: si registra infatti un incremento di 11 candidati, pari a un aumento del 32% rispetto alle borse finanziate. Un dato che indica un rinnovato interesse verso la professione e che potrebbe rappresentare una leva importante per affrontare la carenza futura.
L’analisi evidenzia quindi un quadro articolato: da un lato una carenza attuale limitata, dall’altro una prospettiva che richiede interventi mirati per garantire la continuità dell’assistenza territoriale. Il ricambio generazionale e la capacità di attrarre nuovi medici rappresentano elementi centrali per mantenere l’equilibrio del sistema.
In questo contesto, il ruolo della programmazione sanitaria diventa determinante per evitare squilibri tra domanda e offerta di servizi. La presenza di un numero crescente di candidati ai percorsi formativi potrebbe contribuire a colmare il gap, ma sarà necessario accompagnare questo trend con politiche efficaci di inserimento e distribuzione sul territorio.
I dati della Fondazione Gimbe offrono dunque una fotografia aggiornata della situazione umbra, evidenziando come, pur in presenza di una carenza numericamente contenuta, il sistema debba affrontare sfide legate all’evoluzione demografica della professione e alla necessità di garantire una copertura adeguata nei prossimi anni.