Con la guerra in Iran che sta provocando un impatto significativo sui prezzi del gasolio e dei fertilizzanti, la recente decisione del Consiglio Ambiente Ue di spingere verso lo sviluppo dei biocarburanti agricoli e dei concimi organici è stata accolta positivamente da Coldiretti e Filiera Italia. Questo passo rappresenta un segnale politico fondamentale per il settore agricolo, che si trova a fronteggiare difficoltà legate ai rincari delle materie prime.
In particolare, l’attenzione è stata rivolta alla valorizzazione del digestato come alternativa ai fertilizzanti di sintesi, una proposta che mira a rendere l’Italia più autosufficiente nel garantire la disponibilità dei principali input per la produzione agricola. Questo approccio risponde alle richieste degli agricoltori di ridurre la dipendenza da prodotti chimici esterni e di incentivare soluzioni più sostenibili.
La Strategia Europea per la Bioeconomia
L’adozione delle conclusioni sulla nuova Strategia Europea per la Bioeconomia, approvate dai ministri europei, riconosce il ruolo strategico del settore agricolo all’interno della bioeconomia. L’obiettivo è quello di mettere gli agricoltori al centro delle iniziative future, promuovendo uno sviluppo sostenibile, competitivo e resiliente, capace di resistere agli shock economici e geopolitici.
I rincari record di gasolio e fertilizzanti
Le difficoltà legate alla guerra in Iran si riflettono anche sugli aumenti record dei prezzi del gasolio agricolo, aumentato fino al 70%, e dei concimi, come l’urea, che ha visto un incremento di 200 euro a tonnellata. Questi rialzi gravano pesantemente sui costi di produzione agricola, mettendo sotto pressione i margini economici degli agricoltori e aumentando le difficoltà per il settore.
Dalle parole ai fatti: le criticità normative
Nonostante le aperture politiche, Coldiretti e Filiera Italia sollevano delle preoccupazioni circa alcuni aspetti normativi che rischiano di ostacolare lo sviluppo dei biocarburanti. In particolare, la proposta di Regolamento di esecuzione della DG Energy della Commissione Europea, che definisce regole specifiche per la certificazione delle materie prime, ha suscitato preoccupazioni. Coldiretti e Filiera Italia hanno inviato una lettera al Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, Antonio Tajani, al Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, e al Ministro dell’Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, chiedendo una presa di posizione.
Il rischio di nuove barriere normative
L’articolo 53 della bozza di regolamento circolata recentemente, secondo quanto dichiarato dal Presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, e dall’AD di Filiera Italia, Luigi Scordamaglia, rischia di compromettere il contributo dell’agricoltura europea alla produzione di biocarburanti, introducendo limiti territoriali e colturali che potrebbero ostacolare l’industria.
Coldiretti e Filiera Italia chiedono che le politiche adottate promuovano le pratiche agronomiche reali, offrendo certezza e flessibilità agli agricoltori, senza creare barriere ingiustificate, al contempo richiedono che venga assicurato il rispetto delle medesime regole per le produzioni che provengano da Paesi Terzi esportate in Europa.
Obiettivo: sviluppo e reddito agricolo
Infine, Coldiretti e Filiera Italia ribadiscono l’importanza di considerare l’atto di esecuzione come uno strumento per lo sviluppo agricolo e l’integrazione del reddito degli agricoltori. Solo in questo modo, sostengono, l’atto potrà diventare un vero motore di crescita per il settore agricolo, anziché un ostacolo che limita la produzione di biocarburanti e la transizione energetica sostenibile.
“Solo in questo modo l’atto di esecuzione potrà diventare un vero strumento di sviluppo e di integrazione del reddito agricolo e non un ostacolo normativo che limita le potenzialità del settore nella produzione di biocarburanti e in una transizione energetica concreta e non ideologica”.