Commissione Sanità di Orvieto: confronto con le associazioni per il rilancio dei servizi

Si è svolta un’importante audizione della Terza Commissione consiliare permanente su Sanità e Sociale, con la partecipazione di associazioni e comitati cittadini.

Lunedì 3 marzo, nella Sala delle Quattro Virtù del Palazzo comunale di Orvieto, si è riunita la Terza Commissione consiliare permanente su Sanità e Sociale. Durante l’incontro sono stati ascoltati i rappresentanti di diverse associazioni attive nel settore, tra cui il Comitato per la difesa dell’ospedale di Terni, Prometeo, il Comitato Orvietano per la Salute Pubblica (COSP), Nova e ParteCivile.

Il COSP, realtà impegnata nella tutela della sanità pubblica locale, ha espresso apprezzamento per l’opportunità di confronto con la Commissione, auspicando un dialogo continuo tra cittadini e istituzioni. Nel corso dell’audizione, il comitato ha presentato un documento che evidenzia le criticità del Distretto Sanitario di Orvieto e dell’ospedale “Santa Maria della Stella”, già consegnato alla Regione.

Secondo la rappresentante del COSP, Carlotta Tedeschini, il miglioramento della sanità pubblica passa attraverso una pianificazione strategica, con particolare attenzione al Piano di Zona per la salute e il benessere sociale, strumento essenziale per una programmazione integrata dei servizi sanitari e socio-sanitari.

La sindaca Roberta Tardani ha rassicurato i presenti, spiegando che l’iter del Piano di Zona è già in corso e attende le direttive regionali. Tuttavia, il COSP ha sollecitato la Commissione a farsi promotrice di azioni concrete, a partire dall’attuazione dei Programmi operativi previsti dallo stesso Piano.

Tra le richieste avanzate, spicca la necessità di un rafforzamento della rete di cura per gli anziani non autosufficienti, in particolare per i pazienti affetti da Alzheimer e demenza senile. Il Consiglio Comunale ha già approvato all’unanimità la proposta di realizzare un centro h24 nell’ex mensa della caserma Piave, ma il comitato suggerisce di avviare una struttura temporanea in attesa della completa ristrutturazione.

Un altro tema chiave è la tutela del consultorio di Orvieto e Fabro, per il quale il COSP ha chiesto un maggiore coinvolgimento del Comune nelle iniziative di sensibilizzazione. Il comitato ha inoltre espresso preoccupazione per la realizzazione della Casa e dell’Ospedale di Comunità, che dovrebbero essere operativi entro il giugno 2026, ma i cui lavori devono concludersi entro marzo 2026 per rispettare le scadenze del PNRR. Per garantire la continuità assistenziale, il COSP propone di attivare i servizi previsti in strutture già esistenti, come la sede di via Postierla o l’ospedale stesso.

Si è poi discusso della necessità di potenziare i servizi per bambini, adolescenti e giovani adulti, attualmente carenti di figure professionali adeguate nel Distretto di Orvieto. Il comitato ha chiesto alla Commissione di interfacciarsi con l’Azienda USL Umbria 2 per rafforzare il personale e migliorare l’accoglienza e la cura di questa fascia di popolazione.

Un ulteriore nodo critico riguarda la progressiva riduzione dei servizi dell’ospedale di Orvieto, che svolge un ruolo strategico non solo per l’Umbria, ma anche per l’alto Lazio. Il COSP ha sottolineato l’urgenza di reperire risorse per rendere nuovamente attrattiva la struttura sia per i cittadini che per i professionisti sanitari.

Infine, il comitato ha evidenziato l’importanza di migliorare le infrastrutture e i trasporti ferroviari, fattori determinanti per l’accessibilità ai servizi sanitari e per incentivare il personale medico a scegliere Orvieto come sede di lavoro.

A conclusione dell’incontro, il COSP ha richiesto alla Commissione di sollecitare la Conferenza dei Sindaci della Zona Sociale n.12 affinché venga acquisita la documentazione aggiornata dell’Azienda USL Umbria 2 sulle attuali strategie di programmazione sanitaria.

Il presidente della Commissione, Evasio Gialletti, ha riconosciuto la validità delle proposte e ha ribadito l’impegno della Commissione nel monitorare la situazione sanitaria del territorio, sottolineando l’importanza di un contributo costruttivo da parte della società civile per migliorare la sanità pubblica locale.

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