Morte Sanderson, Cardinali: “Non più tollerabili rinvii su accordo di programma Ast”

n: Acciaierie di Terni, dopo la morte dell'operaio il Comune chiede sicurezza e investimenti. Il sindaco sollecita il governo per l’accordo di programma.

Le Acciaierie di Terni restano al centro del dibattito economico e sociale dopo la tragica morte di Sanders Mendoza, il giovane operaio deceduto durante il trasporto delle scorie. L’assessore allo Sviluppo Economico, Sergio Cardinali, ha ribadito la necessità di un intervento immediato per garantire sicurezza e investimenti, sottolineando che il tragico incidente deve segnare uno spartiacque tra il passato e il futuro.

“Il nostro Paese manifatturiero ha bisogno di acciaio di qualità, e le acciaierie di Terni sono un’opportunità per il territorio e l’intero settore. Tuttavia, vanno rispettati alcuni elementi fondamentali. La scomparsa di Sanders Mendoza deve almeno avere un valore: rendere il posto di lavoro più sicuro è il minimo che chi ha delle responsabilità deve garantire”, ha dichiarato Cardinali.

Sicurezza e investimenti: il ruolo del Governo

Per l’assessore, non serve attendere l’esito delle indagini della magistratura per stabilire che un simile incidente non sarebbe dovuto accadere. La priorità è rivedere e adeguare le misure di sicurezza negli impianti produttivi, sfruttando l’innovazione tecnologica disponibile.

“Arvedi aveva chiesto e ottenuto dal governo un impegno per un accordo di programma che rendesse la produzione compatibile dal punto di vista ambientale e sociale. Tuttavia, quell’impegno sembra allontanarsi sempre più dall’orizzonte. Terni ha bisogno di quei 300 milioni di euro di risorse pubbliche per disinquinare le attività delle acciaierie, perché ne hanno bisogno i lavoratori e i cittadini”, ha aggiunto Cardinali.

L’assessore ha inoltre ricordato gli investimenti promessi da Arvedi, inizialmente stimati tra 600 e 700 milioni di euro, per produrre acciaio green con tecnologie all’avanguardia e garantire la massima sicurezza. Tuttavia, tali investimenti sono stati in parte ritrattati, alimentando incertezze sul futuro dello stabilimento.

Il pressing sul Ministero e la posizione del Comune

Cardinali ha puntato il dito contro i ritardi del Ministero delle Imprese, che aveva promesso una risposta sull’accordo di programma entro marzo, senza però fornire aggiornamenti concreti.

“A questo punto non è più tollerabile alcun rinvio. L’amministrazione ha continuato a sollecitare una risposta sia con richieste formali sia con interlocuzioni informali. La Regione, dopo aver promesso soluzioni imminenti, è drammaticamente scomparsa dalla scena ed è tornata a parlare di Ast solo dopo il terribile infortunio”.

Per sbloccare la situazione, il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, si attiverà per richiedere un tavolo al Ministero del Lavoro, coinvolgendo l’azienda e i sindacati per affrontare le procedure di sicurezza in fabbrica.

“Denunciare gli infortuni dopo che sono accaduti non porta benefici ai lavoratori. Il Comune di Terni non vuole più essere complice di una situazione che si trascina da troppo tempo”, ha concluso Cardinali.

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