Ilaria Sula uccisa con un fendente alla gola, in casa di Samson schizzi di sangue dovunque

Ilaria Sula sarebbe stata uccisa con un fendente alla giugulare: la scientifica ricostruisce l’efferato delitto tra tracce ematiche su lavandino, doccia e pareti

Un delitto pianificato e una scena del crimine ripulita con cura, ma non abbastanza da sfuggire alla polizia scientifica. È quanto emerge dall’inchiesta sull’uccisione di Ilaria Sula, avvenuta presumibilmente il 26 marzo a Roma, nel quartiere africano. Il principale indiziato è Mark Samson, ex compagno della vittima, che secondo gli investigatori avrebbe inferto un colpo mortale con un coltello, recidendo la vena giugulare della giovane donna. Il corpo è stato poi ritrovato il 2 aprile in una scarpata del monte Guadagnolo, nel comune di Capranica Prenestina.

Nonostante i tentativi di ripulire la scena, le tracce ematiche sono risultate evidenti sotto l’analisi con luminol. Secondo quanto rifriscono l’agenzia Lapresse e Il Messaggero, le pareti del corridoio dell’appartamento di via Homs 8 presentavano schizzi di sangue, così come i lavandini, il piatto doccia e vari strumenti per le pulizie, tra cui bastoni e spazzoloni. Gli inquirenti ritengono che più persone siano intervenute per eliminare ogni prova, acquistando prodotti per la pulizia in un negozio di casalinghi vicino al luogo del delitto, proprio il 26 marzo.

Uno scontrino sequestrato dalla polizia viene ritenuto dagli inquirenti un altro elemento chiave, in quanto collega l’acquisto di detergenti alla data presunta dell’omicidio. Tuttavia, l’efficacia del tentativo di cancellare ogni traccia si è rivelata parziale: i rilievi effettuati dalla scientifica, riportati nei verbali visionati da LaPresse, indicano la presenza di tracce ematiche anche in punti poco accessibili, come un cartone sopra un armadio e la maniglia interna dello sportello anteriore sinistro dell’automobile utilizzata da Mark Samson, una Ford Puma.

Un dettaglio particolarmente rilevante è rappresentato dalle impronte di mani insanguinate sul muro, che potrebbero indicare un estremo tentativo della vittima di fuggire o chiedere aiuto. Gli investigatori stanno valutando se queste tracce possano testimoniare la dinamica dell’aggressione e i movimenti finali della vittima all’interno dell’appartamento.

La scena, apparentemente bonificata, continua dunque a raccontare frammenti dell’efferato femminicidio. Le indagini proseguono per chiarire eventuali responsabilità di terzi nel tentativo di occultare l’omicidio e per stabilire con esattezza la successione degli eventi. L’attenzione degli inquirenti rimane alta anche sull’auto di Samson, potenziale vettore per il trasporto del cadavere fino alla zona impervia dove è stato infine abbandonato.

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11 mesi fa

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