“Il tema vero non è la clinica privata a Terni, ma l’organizzazione complessiva della sanità convenzionata in Umbria”. Con queste parole, i consiglieri regionali Maria Grazia Proietti, Francesco Filipponi (Pd) e Luca Simonetti (M5S) intervengono nel dibattito apertosi dopo le recenti polemiche sul progetto della clinica legata allo stadio comunale, chiedendo un confronto serio e trasparente nel nuovo Piano Socio-Sanitario regionale.
“Va rivisto l’intero sistema delle prestazioni convenzionate, sia a Terni che a Perugia”, sottolineano i tre esponenti di maggioranza, spostando l’attenzione dalle polemiche locali alla necessità di una pianificazione sanitaria su scala regionale. Secondo i consiglieri, la vera criticità sta nel modello attuale, che vede le strutture private orientarsi verso prestazioni più remunerative, come diagnostica e interventi brevi, lasciando al pubblico la gestione delle urgenze, delle cronicità e dei casi complessi.
“Questo squilibrio mina la sostenibilità del sistema sanitario pubblico”, avvertono. Se il carico più oneroso resta in capo alle strutture pubbliche, senza un adeguato bilanciamento, il rischio è quello di un indebolimento progressivo del servizio, con ricadute su pazienti e operatori sanitari.
Al centro della polemica anche la delibera della Giunta Tesei sui tetti dei posti letto convenzionati per la provincia di Terni, che secondo i consiglieri “non ha nulla a che vedere con il progetto della clinica del sindaco Bandecchi, perché la legge non consente collegamenti diretti”. Tuttavia, la scelta della Giunta viene giudicata “sbagliata e inattuabile”, poiché fondata su un’impostazione provinciale ritenuta inadatta al sistema sanitario, dove la programmazione deve avvenire su base USL, non territoriale o politica.
“La delibera ha tolto posti letto al pubblico e ha acceso i riflettori sulla fragilità del sistema sanitario territoriale”, spiegano. Un dato su tutti: oltre 80 posti letto pubblici sono stati già sottratti alla USL 2, per “fare spazio” alla sanità privata. Una dinamica che, secondo i consiglieri, richiede una netta inversione di rotta.
Terni, in particolare, ha bisogno di investimenti sul pubblico, a partire da un nuovo ospedale e da percorsi diagnostici specifici per una popolazione esposta a fattori ambientali critici, come documentato dallo studio SENTIERI del Ministero della Salute. Altro nodo cruciale è la condizione del personale sanitario, che lavora in condizioni di precarietà e stress, spesso senza le risorse adeguate per garantire assistenza di qualità.
“Difendere la sanità pubblica significa garantire cure per tutti, senza lasciare indietro nessuno”, concludono Proietti, Filipponi e Simonetti, ribadendo la necessità di ripensare l’equilibrio tra pubblico e privato, partendo proprio da Perugia, dove si concentrano numerose strutture private che drenano risorse e pazienti dalle reti pubbliche.
Possibile che pochi politici, a Terni, anziche’ dirsi cavolate gli unici contro gli altri, non riescano a sintetizzare le idee verso la costruzione/ ristrutturazione dello stadio e della clinica? Queste opere rimangono a Terni o no? Ma sono di Terni che rimangono a Terni, o politici forestieri di passaggio? E fate quadrato almeno una volta, per il bene della citta’!!
Però si parla sempre ed esclusivamente di Terni!!!!! Perché nn parlate delle difficoltà e sacrifici che fanno i Ternani per versare nelle casse del capoluogo nelle cliniche che sono a Perugia!!! Lo dico io il perché essendo capoluogo gli fanno no comodo di più i migliori che gli portano i Ternani e tutta qst guerra che fate è per nn frazionare gli introidi che entrano!!!!!