Il reattore nucleare, per Terni, è solo fantascienza. Servono invece le comunità energetiche, così come fondamentale continuare a puntare sull’idroelettrico, fonte di energia rinnovabile e sulla quale si basa l’attività delle aziende produttive del territorio, compresa l’acciaieria. Il coordinamento territoriale ternano del Moviemto 5 Stelle torna a prendere posizione nei confronti dell’ipotesi di un reattore nucleare a Terni per produrre energia, ultimamente rilanciato anche dall’assessore comunale Sergio Cardinali. Viene definito come “un’arma di distrazione di massa“. Secondo M5S, Cardinali spara “balle nucleari“. Viene accusato di non conoscere la storia della città: “Terni è cresciuta grazie alle energie rinnovabili. La potenza delle centrali idroelettriche presenti sul nostro territorio ha fornito per oltre un secolo l’energia necessaria allo sviluppo del polo siderurgico e del comparto manifatturiero ternano. È stata proprio la fine delle tariffe agevolate, a segnare l’inizio della crisi industriale: da quel momento le acciaierie hanno dovuto pagare l’energia a prezzo di mercato, perdendo il vantaggio competitivo che ne aveva sostenuto il decollo. Un assessore allo sviluppo economico dovrebbe almeno documentarsi sulla storia della città o, quanto meno sul programma elettorale del sindaco che lo ha nominato. Bandecchi aveva promesso che, alla scadenza della concessione Enel nel 2029, l’energia prodotta dalle centrali di Galleto e Marmore sarebbe stata destinata ad abbattere il costo delle bollette per le aziende e ad azzerare quello delle utenze domestiche“.
LA STORIA. Si rilancia, così, la partita delle rinnovabili. Partendo dal presupposto che anche l’acciaieria ternana si orienta in quel senso. “Cardinali – dicono da M5S – ignora completamente questo passaggio, così come finge di non sapere che la giunta regionale ha firmato un Accordo di programma da 1,1 miliardi di euro con il gruppo Arvedi per rilanciare Ast attraverso la decarbonizzazione, l’efficientamento energetico degli impianti e il recupero del controllo pubblico sull’energia. Grazie al lavoro dell’assessore regionale Thomas De Luca, il 30% della produzione idroelettrica dell’Umbria sarà destinato a prezzo calmierato alle grandi imprese energivore, riportando l’acciaio ternano a essere competitivo sui mercati internazionali. Una svolta storica, frutto di una visione concreta e lungimirante. È il trionfo di 15 anni di battaglie ambientaliste del Movimento 5 Stelle, per uno sviluppo economico che non sacrifichi la salute dei lavoratori e dei cittadini ternani. Altro che le favole di Cardinali sul ‘nucleare ecologico’, i cui primi reattori modulari Smr forse verranno commercializzati tra 15 anni“. L’assessore Cardinali viene richiamato all’attenzione riguardo alle linee della Regione che individua i luoghi idonei per impianti fotovoltaici. “Si tratta – dicono i 5 Stelle – dell’attuazione del decreto 199 del 2021, che l’Umbria avrebbe dovuto recepire già nella scorsa legislatura. L’attuale assessore regionale all’ambiente Thomas De Luca ha scelto di procedere in modo partecipato sin dalle fasi preliminari. Già a febbraio sono state inviate richieste di osservazioni a tutti i 92 Comuni umbri, e circa due terzi hanno effettivamente inviato contributi, poi recepiti nella sintesi delle esigenze territoriali. Sono stati organizzati sei incontri pubblici, incluso uno proprio a Terni il 13 maggio 2025, alla presenza dello stesso Cardinali. Partecipare e poi lamentarsi di non essere stati coinvolti è, a dir poco, ridicolo“. La linea è chiara: “Il futuro non si costruisce con suggestioni radioattive, ma con energia pulita, che salvaguardi la salute dei cittadini che ci vivono. Chi conosce la storia, sa come far ripartire Terni, chi la ignora, rischia di distruggerne anche il futuro“.